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A cura di un gruppo di parroci della diocesi di Piacenza-Bobbio
in collaborazione con Ufficio Catechistico e Ufficio Famiglia.


S p e r ime n t a z i o n e d i u n c a m m i n o d i a c c o g l i e n z a n e l l a c o m u n i t à d e i r a g a z z i , d ei g i o v a n i e d e l l e f a m i g l i e ed i i n i z i a z i o n e c r i s t i a n a



STESURA PROVVISORIA

- per gli operatori pastorali -
2 Partecipano al gruppo di lavoro per la sperimentazione: don Gigi Bavagnoli (Preziosissimo Sangue) don Piero Bulla (S. Lazzaro)don Franco Capelli (S. Vittore / Ufficio Famiglia)don Giancarlo Conte (San Giuseppe Operaio)don Giuseppe Ferrari (Podenzano)don Riccardo Lisoni (Preziosissimo Sangue / Ufficio Catechistico) don Maurizio Noberini (S. Franca) don Francesco Simonetti (Cortemaggiore) don Giuseppe Tosca (Carpaneto) Con lettera in data 3 novembre 1998 il Vescovo mons. Luciano Monari ha approvato la prosecuzione del lavoro di questa sperimentazione ed un primo avvio graduale in alcune delle parrocchie coinvolte. 3 Da sempre la Chiesa riconosce nel battesimo, nella confermazione e nell.eucaristia le tappe indispensabili del divenire cristiano. A questi sacramenti viene perciò dato il nome di iniziazione cristiana. Oggi si constata sempre più frequentemente che alla celebrazione non corrisponde una effettiva introduzione consapevole e organica nelle dimensioni fondamentali della vita cristiana.

La preoccupazione di aiutare i fanciulli e i ragazziad essere dei veri credenti nel rispetto della loro età sta alla base di questo progetto. Ritenendo fondate le preoccupazioni e le ragioni he lo motivano evalutando la proposta positiva e rispettosa della natura dell. iniziazione cristiana e della vita dei destinatari, si concede la sperimentazione alle seguenti parrocchie: S.Lazzaro, Preziosissimo Sangue,
S.Franca, S.Vittore, Carpaneto, Cortemaggiore, Podenzano; e per la durata di 5 anni. Si abbia cura di motivare bene la propostasoprattutto ai genitori; qualora alcuni di loro avessero difficoltà ad accettare, si lasci la possibilità di inviare i figli in altre parrocchie dell.unità pastorale per compiervi Il Vescovo di Piacenza-Bobbio

4 l.itinerario di iniziazione cristiana nelle modalità consolidate. Si abbia pure cura di precisare bene la fase del catecumenato. del progetto, strutturandola sul modello proposto dal .Rito di Iniziazione Cristiana degli Adulti.. Affido contestualmente all.Ufficio Catechistico e all.Ufficio Liturgico Diocesano il compito di offrire le sollecitazioni e gli aiuti necessari, perché nelle parrocchiesi compia una vera iniziazione anche con il modello tradizionale e perché a livello diocesano si metta in atto un
itinerario catecumenale per chi chiede i sacramenti dell.iniziazione cristiana da adulti.
+Luciano Monari, Vescovo
Piacenza, 3 novembre 1998

5 l dono che abbiamo ricevuto
1. Diventare cristiani oggi
1.1 diventare cristiani
1.2 la tradizione da cui veniamo
1.3 i problemi
1.4 le strade che si aprono
2. Alcune scelte pastorali
2.1 un cammino base di evangelizzazione
2.2 il catecumenato
2.3 l.ordine dei sacramenti
2.4 la famiglia
2.5 l.insieme della comunità
2.6 i catechisti
2.7 le associazioni
3. Alcuni atteggiamenti
3.1 l.attrattiva dei valori
3.2 la vicinanza della comunità alle famiglie
3.3 la valorizzazione di ogni situazione
3.4 il terreno comune della vita e della persona
3.5 l.investimento sulla verità e la bellezza del vangelo
3.6 un cammino per tutti
4. La struttura del cammino
4.1 cammino battesimale con i genitori (0/7 anni)
4.2 cammino di base (8/10)
4.3 anni gialli (11/12 anni)
4.4 anni rossi (13/15 anni)
Sommario
6: 4.5 anni blu (16/18 anni)

5. Contenuti e metodo

6. Domande aperte
Appendice

7 Da due anni ci incontriamo, per parlare, discutere, progettare insieme. Già questa é una bella notizia, almeno per dei parroci. Non ci ha convocato nessun organismo ufficiale, anche se alcuni di noi fanno parte di uffici diocesani. Ci ha mossi (potremmo dire ancor meglio .smossi.) la voglia di affrontare seriamente il problema della Cresima e della Prima Comunione o, più precisamente, il tema dell.iniziazione cristiana. I perché li conosciamo e comunque in questo documento li ricordiamo: sono motivo di crescente fatica nelle nostre comunità, qualche volta anche di amarezza. Non solo per noi, immaginiamo. Insieme ci siamo riconosciuti nella necessità di osare qualcosa di nuovo. Osare, poiché si tratta di vincere resistenze e paure che talvolta circondano questo problema e lo rendono quasi intoccabile nonostante la gravità della situazione sia sotto gli occhi di tutti. Evitando di trasformarci in avventuristi e in temerari queste resistenze e queste paure le abbiamo ascoltate e ci hanno aiutato ad essere realisti e, forse, equilibrati. Ma non ci hanno impedito di
guardare avanti e di aprire la porta alla novità. A noi sta a cuore che tra la gente - e nella nostra coscienza - non si perda la fede, la perla preziosa. Sappiamo che questa dichiarazione trova tutti
d.accordo ma é pur vero che nella pastorale dei ragazzi e dei giovani oggiprevalgono altre preoccupazioni. Quelle della religione sopra tutte, con il suo carico di vincoli sociali e culturali che, se da una parte costituisce il terreno tradizionale sul quale seminare, dall.altra, paradossalmente, diventa anche la terra arida che difficilmente lascia germogliare vita.

E. possibile investire sul dono che abbiamo ricevuto, il vangelo, .potenza di Dio che salva. oppure dobbiamo ancora per molto restare prigionieri di altri criteri? E. possibile riproporre Gesù Cristo e la libera risposta a Lui come il cuore senza il quale ogni altro gesto si sbiadisce fino a perdere senso? .Essere cristiani é una fortuna, non un obbligo.. Non é detto che questo investimento produca
una chiesa di pochi eletti. Ci sono, é vero, famiglie insofferenti davanti a questa


8. Il dono che abbiamo ricevuto
prospettiva ma ce ne sono altre che nella polemica o nel rifiuto nascondono l.attesa di una parola nuova, che riapra il cuore ai doni di Dio, rimasti chiusi nei cassetti dell.infanzia, dei pregiudizi o semplicemente della fatica e della paura di credere. Il progetto vorrebbe essere .serio.. Serio, cioé che mobiliti davvero la comunità cristiana come madre e che sia accolto dalle famiglie almeno con la stessa serietà con cui ci si preoccupa della partecipazione al campionato di calcio. Serio non significa pesante, opprimente, con la richiesta di un riscatto più alto da pagare per essere liberati con cresima e comunione. Significa invece praticabile da tutti ma non per questo meno impegnativo, capace di accendere interesse e attrattiva ma anche sereno di fronte alla libertà che può dire .no..

Cominciamo una sperimentazione. Quindi non c.é nulla di definitivo. Nemmeno esistono ricette risolutive, vista la complessità del problema. Siamo ben consapevoli anche dei limiti che questa proposta porta con sé. Dobbiamo anche dire, però, che ci appassiona molto e ci restituisce fiducia. L.attuale stesura é, in molte parti, ancora incompleta e superficiale, soprattutto per quanto riguarda i preadolescenti e gli adolescenti. Inoltre non ci siamo preoccupati di sviluppare esplicitamente il fondamento teologico che sostiene alcune scelte. I documenti della chiesa lo fanno già ampiamente e così varie pubblicazioni; ad esse rimandiamo. Durante l.elaborazione il progetto ha raccolto diverse osservazioni e critiche che hanno contribuito a modificarlo non poco fino all.attuale stesura.

Ora che viene pubblicato speriamo possa arricchirsi di ulteriori contributi da parte di tutti coloro che sono interessati e coinvolti. Contiamo di riproporne una nuova stesura al termine dell.anno pastorale, nel giugno 1999. Il vescovo stesso ha espresso il desiderio di portare quanto prima all.attenzione del Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale Diocesano il tema dell.iniziazione cristiana.

Alcune delle nostre parrocchie già da quest.anno entreranno, seppur gradualmente, nel cammino di questa sperimentazione. Una cosa che ci incoraggia molto é che, nel rispetto delle differenze che ci sono tra le nostre comunità, il cammino lo percorreremo insieme ed il progetto, con tutto il lavoro che ancora richiede, lo porteremo avanti .in cordata., insieme ai catechisti. Piacenza, ottobre 1998

9: 1.1 diventare cristiani
1.1.1 il primato del dono
Al primo posto, nella dinamica della fede, va messo il dono di Dio: nella fede noi percepiamo, apprezziamo, scopriamo con sempre rinnovata meraviglia il desiderio di Dio di vivere una relazione con noi che è puro dono, offerta d.amore, capace di dare fondamento alla nostra gioia di vivere, alla nostra speranza di felicità.

La fede si connota come risposta accogliente alla Rivelazione di questa verità di Dio, che è assolutamente insperata, che sconvolge tutti i nostri pensieri su Dio, che scioglie tutti i nodi del cuore, tutte le ostilità, tutti i risentimenti contro la vita, che rimette in discussione il nostro atteggiamento di fronte all.esistenza. In una parola, nella fede noi percepiamo la possibilità di vivere l.esistenza in modo autentico, possibilità che ci viene donata contemporaneamente con la scoperta del volto di Dio, che assume il volto del Padre. Mentre intuiamo la verità di Dio percepiamo la verità dell.uomo: la sua destinazione ad una felicità senza fine, la sua dinamica di figlio libero e obbediente al Padre, la ricchezza di cui è costituita la sua esistenza.

1.1.2 la responsabilità dell.accoglienza

Se grande è il dono, questo dono spalanca la vita e allarga l.orizzonte, ma chiede anche una risposta consapevole e responsabile: chi incontra la verità di Dio e percepisce così la verità della vita, è chiamato a vivere sotto questa verità. È chiamato a fare di questa verità la verità della sua esistenza, il fondamento delle sue scelte, l.orientamento che giustifica i suoi atteggiamenti.

Occorre passare dal risentimento alla fiducia, dall.ostilità contro la vita e gli uomini ad un atteggiamento di gratitudine e di speranza, che nessun evento può cancellare. Custodire la bellezza della vita per poter reggere all.impatto degli eventi di male e di ingiustizia: a questo sono chiamati tutti gli uomini, che hanno perciò il diritto di .vedere. la bellezza della vita per poterla testimoniare nelle opere e nei giorni della loro esistenza. Occorre sottolineare che, senza questa risposta-corrispondenza-scelta, anche
10 Diventare cristiani oggi il dono va perduto, la Rivelazione sfuma, l.occasione è mancata: non è possibile apprezzare umanamente questa intuizione della bellezza della vita se non scegliamo .concretamente-simbolicamente. questa verità per noi, e ne facciamo la verità della nostra vita. Concretamente, perché questo decide l.orientamento dell.esistenza e quindi dà senso ad ogni gesto-azione-pensiero-sentimento. Simbolicamente, perché questa fiducia non può essere realizzata-incarnata una volta per tutte, ma solo significata-simboleggiata in ogni gesto-azione-rito, che finisce per dire di più di quello che dice: diventa simbolo di ciò che non si può esprimere mai compiutamente.

1.1.3 testimonianza e discepolato
Se l.incontro con la verità di Dio assume i contorni più precisi dell.incontro con Gesù Cristo, con il suo Vangelo di verità e di vita, allora la verità di Dio si dischiude in tutto il suo splendore: splendore che prende luce dal mistero della Croce di Gesù, mistero di vita e di risurrezione, di donazione volontaria della vita e di trionfo sul male: questo incontro è il cuore della fede cristiana, e decide del senso dell.esistenza del credente.

Tutte le volte che un uomo incontra la verità di Dio, intuita, simboleggiata, espressa sotto forma di una promessa di vita capace di vincere le resistenze e i limiti di ogni storia umana, allora si ha l.incontro con il Cristo nello Spirito, e avviene la salvezza.

Se tutti hanno diritto di incontrare lo Spirito del Risorto, qualcuno è chiamato a seguire il Cristo: a fare proprio il progetto di vita di Gesù, a imitare la sua scelta di fiducia totale in Dio e di donazione totale ai fratelli, precisamente a far propria questa coincidenza (tra fiducia in Dio e amore ai fratelli): nella consapevolezza che questa scelta è dono dello Spirito e non il risultato da conseguire a prezzo del proprio sforzo. L.azione che si chiede al discepolo è semplicemente quella di seguire il suo Signore, senza perdere la fiducia che Egli è qui, è in cammino con noi sulla strada della storia (anche quando scompare ai nostri occhi, quando il fallimento storico della nostra azione ci invita allo scoraggiamento).

L.azione chiesta è quella di mettere a disposizione i cinque pani e i due pesci, che si hanno in dotazione, perché qualcuno li moltiplichi a dismisura, a favore di tutti. L.azione richiesta è quella di lasciarsi plasmare dallo Spirito, perché ognuno arrivi ad assumere la forma del Signore Gesù, condividendo con tutta la comunità il desiderio di disegnare il volto di Cristo nella storia (con la consapevolezza che questo disegno non sarà mai perfetto).

11: 1.1.4 il senso dell.iniziazione cristiana
Il senso del cammino dell.Iniziazione cristiana è proprio quello di farci entrare nella graduale scoperta del dono, nella consapevolezza che questo dono ci interpella e ci mette in grado di camminare, per arrivare alla scelta matura e responsabile (e gioiosa!) di seguire il Signore prendendo la sua stessa forma di vita e lasciandosi manipolare dallo Spirito.

Questo cammino di scoperta e di scelta, di dono e di responsabilità forma l.Iniziazione cristiana: che deve alla fine arrivare a .generare. cristiani, discepoli del Signore, con la loro povertà e con la loro ricchezza, con la loro libertà che si piega volentieri all.obbedienza. È un cammino fatto di scoperte e di scelte, e perciò anche di rinunce: la comunità deve essere attenta non solo a proporre in modo adeguato il Vangelo del Signore, ma anche alle sue ripercussioni nell.animo del catecumeno; deve sottolineare la bellezza dell.essere discepolo, ma non deve mettere sotto silenzio la fatica che questo comporta.

Per questo, necessariamente, il cammino del catecumenato è scandito da azioni rituali, che immettono il catecumeno nella verità della fede, ma anche da inviti morali, perché al catecumeno è chiesto di abbandonare la logica del mondo equindi di compiere gesti che segnalano questa sua volontà. Tutto questo non deve in nessun modo assumere la forma del ricatto morale, ma - sull.esempio di Gesù - la forma dell.invito cordiale e sincero, di una proposta franca e coraggiosa: se vuoi seguire Gesù, allora.... (basti pensare ai cataloghi di S.Paolo e rileggerli senza moralismo).

C.è, quindi, bisogno di una .pedagogia., che sappia guidare senza forzare, incoraggiare senza sedurre, valorizzare i risultati ottenuti senza rimuovere il primato del dono: rimettendo sempre tutto nel giusto ordine di priorità .non vantatevi di aver cacciato i demoni, ma perché i vostri nomi sono scritti nei cieli.. Una pedagogia attenta all.assimilazione del Vangelo, ad una sua libera e gioiosa interiorizzazione: non preoccupata dei ritardi, ma degli eventuali scandali; capace di accendere entusiasmi buoni, ma di spegnere quei facili entusiasmi che si arenano alla prima difficoltà.



1.1.5 le tappe dell.iniziazione cristiana

Sembra ancora scontato che parlare del cammino di Iniziazione cristiana significhi parlare del cammino di preparazione ai sacramenti (battesimo, cresima,eucaristia) e della loro celebrazione. Sono messi in questo ordine, perché agli inizi del cristianesimo il catecumenoli riceveva in questo ordine nella notte di Pasqua.

12 Questa considerazione specifica della tappa sacramentale ha messo in ombra due elementi portanti dell.Iniziazione Cristiana: il pre-catecumenato e il catecumenatovero e proprio (che consisteva in un cammino penitenziale-catechetico-celebrativo, scandito da riti di passaggio: consegna del Padre nostro, consegna del Credo, redditio,....) e la mistagogia.

Alla celebrazione dei tre sacramenti, che rendevano cristiani, seguiva la fase della mistagogia: adesso che sei diventato cristiano, e che partecipi pienamente alla liturgia e alla vita della comunità, ti spiego quello che ti è successo, perché solo ora sei in grado di apprezzare pienamente il dono che hai ricevuto e sei in grado di assumerti - nella comunità e di fronte al mondo - le tue responsabilità. Con l.introduzione del pedo-battesimo, i tre sacramenti vengono separati (e poi si finisce per collocare la Cresima alla fine del percorso) , e si perde tutto il valore del cammino di catecumenato, in cui si sottolinea la necessità della scelta per diventare cristiani.

La separazione tra Battesimo e Cresima ha indotto a sottolineare nel Battesimo l.aspetto del dono e nella Cresima l.aspetto dell.impegno: spostare la Cresima alla fine dell.Iniziazione significa fare di questo sacramento il segno di una piena assunzione di responsa-bilità, accentuandone l.aspetto etico sull.insopprimibile significato del dono dello Spirito, che Gesù risorto comunica a tutti i suoi discepoli, dono che si rinnova tutte le volte che partecipiamo all.Eucaristia.

L.Eucaristia collocata in un momento intermedio dell.Iniziazione finisce per perdere la sua centralità nell.Iniziazione: spesso è ridotta ad un.unione misticainteriore con Gesù, talvolta - e più modernamente - è ridotta all.ammissione alla vita della comunità, cancellando quasi il riferimento al Signore Gesù e al mistero della sua Pasqua.

La partecipazione piena all.Eucaristia dovrebbe essere il segno dell.adesione a Cristo, della nostra incorporazione a Lui, da cui discende la partecipazione piena e consapevole alla vita della comunità che celebra il mistero del suo Signore, che da questo rito prende vigore e forza per il suo cammino, che loda e ringrazia, che domanda il perdono e chiede al Padre quanto è necessario per la vita degli uomini. Celebrare l.Eucaristia significa entrare nella pienezza del dono, significa imparare da quello che si celebra a vivere nella logica del dono, significa imparare che, portando cinque pani e due pesci a Gesù, questi li trasforma in pane per tutti: ma qualcuno li deve portare, e quel qualcuno sono io, sei tu, siamo noi - la comunità cristiana. Successivamente è stato introdotto il sacramento della penitenza-confessionericonciliazione, quando si è capito che, a volte, occorre ricominciare da capo perché



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si è venuti meno alla fedeltà di fondo al Vangelo e all.impegno del discepolato: il IV sacramento (come la stessa disciplina quaresimale) ci re-inizia al mistero da cui ci siamo allontanati. E confessarsi significa proprio ammettere la nostra infedeltà a questo impegno, la nostra scarsa fiducia nella misericordia e bontà del Padre, la nostra fatica ad accettare i ritardi della comunità e i limiti di ognuno dei fratelli: per ricevere un perdono che ci rimette nella verità dell.essere discepoli, perché ci aiuta a riscoprire la bellezza dell.amore di Dio che tutto e tutti rinnova, senza stancarsi, senza minacce, senza ritorsioni.

La sua collocazione naturale, perciò, è dopo la celebrazione di tutta l.Iniziazione Cristiana: ciò non toglie che possa essere vissuta come recupero della verità del battesimo, in una celebrazione dove l.aspetto della fede (del ritorno al Padre, dell.accoglienza della sua misericordia) prevalga sugli aspetti etici. 1.2 la tradizione da cui veniamo E. nota a tutti essendo l.impianto nel quale ancora ci muoviamo. Veniamo da una forma di pedagogia della fede modellata su una società naturalmente cristiana, dove la vita quotidiana ed i valori dominanti erano omogenei alla fede e alla morale del cristianesimo. I bambini crescevano in questo humus. La parrocchia aveva il compito di esplicitare - nella forma della dottrina - quanto affettivamente veniva appreso dalla famiglia, dalla scuola e dal vivere quotidiano. Perciò era davvero sufficiente una Scuola di Catechismo. Essere cristiani era un dato ovvio. Il problema della fede personale semmai si poneva più tardi, da giovani o da adulti.

La secolarizzazione che, in questi decenni, ha condotto la società e la cultura all.autonomia rispetto alla fede e alla religione, ha portato tuttavia a mantenere quasiintatto lo scenario religioso (anche nel rapporto con la parrocchia e la domanda deisacramenti) mentre é progressivamente diminuito l.apporto vitale che viene dalla libera adesione delle persone alla fede.

1.3 i problemi
(dalle Linee del Programma Pastorale Diocesano 1997/98)
1.3.1 le famiglie
Da una parte si sta accentuando il carattere prevalentemente sociale della richiesta dei sacramenti, con scarsa disponibilità effettiva ad un cammino comunitario di formazione e con l.esito di una indifferenza o disaffezione nei bambini stessi; dall.altra

14 ci sono i segni dell.esigenza, in alcune famiglie, anche da tempo lontane dalla chiesa,di risentire la proposta cristiana in un modo serio e concreto.
1.3.2 i bambini Ogni anno constatiamo, nell.infanzia, un progressivo venir meno degli atteggiamenti
fondamentali che sono da presupporre in un cammino di fede. Quella .alfabetizzazione . religiosa di base che fino a poco tempo fa era in qualche modo garantita, oggi, in molti bambini, appare assente o molto povera. In particolare, riguardo alla Prima Comunone, aumenta ogni anno il numero dei bambini che celebrano la Comunione senza la coscienza della domenica come giorno del Signore e non venendo quasi mai a Messa, sia prima che dopo.

1.3.3 i preadolescenti
Più cresce l.età e più, dalla maggior parte dei ragazzi, viene attesa la Cresima come la conclusione di una istruzione cristiana che scarsamente li ha coinvolti. Nonostante i tentativi di aggirare il problema valorizzando la vita di gruppo e altre forme pedagogiche e di contenuto più adeguate all.età, il vissuto dei ragazzi non corrisponde a ciò che la celebrazione della Cresima si propone di far loro vivere, cioé una consapevole scelta cristiana. Paradossalmente, anzi, il cammino attuale genera degli indifferenti e dei lontani (in senso vitale) alla fede cristiana, avendo esaurito troppo presto una proposta che invece a cominciare dall.adolescenza potrebbe assumere un gusto sempre più personale.

1.3.4 gli adolescenti

Molti lasciano la chiesa un anno o due dopo la Cresima. Chi resta, grazie quasi unicamente a legami di gruppo, appare il più delle volte allergico a rivisitare la propria coscienza cristiana, percependo la fede e i suoi contenuti specifici come astratti e lontani dall.esistenza, pur proseguendo un cammino ecclesiale.

1.3.5 i giovani
Solo nell.età giovanile riemerge, in alcuni, il desiderio di ritrovare il senso della fede cristiana, in modo essenziale, vitale e personale. Per la maggior parte dei giovani, però, il discorso è chiuso, quasi esaurito e .bruciato. Anzitempo.

1.3.5 la comunità cristiana adulta
Vive quasi sempre il cammino educativo dei bambini, dei ragazzi e dei giovani
dall.esterno, come spettatrice e non come madre. Raramente viene colto il legame
tra la vita e il cammino della comunità adulta e la .generazione. alla fede dei piccoli.

15 La celebrazione .isolata. dei sacramenti ne è l.esempio più evidente.
1.4 le strade che si aprono
In questa situazione potrebbero esserci due scorciatoie. La prima é quella dominata dalla paura di cambiare e dal .meglio poco che niente..... E. la conservazione dell.esistente con qualche aggiustamento e - se va bene - con una concentrazione di sforzi sul miglioramento dei contenuti, dei metodi e delle tecniche, ad esempio utilizzando più audiovisivi o più tecniche di animazione oppure semplicemente utilizzando .più bibbia e più preghiera.. L.altra scorciatoia é invece selettiva e punta ad un giro di vite negli impegni, nei tempi e nell.obbligatorietà del cammino, aumentando il prezzo da pagare per ottenere i sacramenti tanto sospirati dalle famiglie. Sono scorciatoie, forse più facili da percorrere, ma rischiano di farci smarrire il senso dell.iniziazione cristiana.

Quale strada intraprendere dunque? Abbiamo dei punti di riferimento autorevoli. Il Sinodo Diocesano anzitutto e l.attuale cammino della Missione Popolare Diocesana riportano al centro della vita pastorale e spirituale l.annuncio del vangelo e l.essenziale della fede. La catechesi costituisce già un passo successivo e così la celebrazione dei sacramenti che, senza la fede, é morta. Ancora, abbiamo il RICA, Rito dell.Iniziazione Cristiana degli Adulti che ci ricorda .come si diventa cristiani. eche, opportunamente adattato e .riscritto., offre la struttura base per ogni cammino di fede. Il tema stesso del catecumenato é oggetto di riflessione di tutta la chiesa italiana che ha già indicato in un apposito documento, le linee per l.iniziazione cristiana degli adulti e dei giovani non battezzati e sta preparando un documento analogo che riguarda i bambini. Il problema dell.iniziazione cristiana sta diventando motivo di rinnovamento per varie diocesi in Italia. Citiamo solo la diocesi di Alessandria ove il Sinodo appena concluso ha approvato una sperimentazione simile a questa, in cui -
tra l.altro - viene ristabilito l.ordine originale dei sacramenti, con l.Eucaristia al vertice.
Il documento però più chiaro e innovativo uscito in questi anni é datato 1991 e porta il titolo .Il catechismo per l.iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Nota per l.accoglienza e l.utilizzazione del catechismo della CEI., pubblicato dall.Ufficio

Catechistico Nazionale. Nell.elaborare questa sperimentazione non abbiamo fatto altro che prendere sul serio le indicazioni di quel documento sforzandoci di tradurle in concrete scelte pastorali. In ultimo non vogliamo dimenticare il patrimonio di ricchezza e di esperienza che ci viene dalle due più grandi associazioni ecclesiali, Azione Cattolica e Agesci. E. un dato incontestabile che i ragazzi e i giovani che percorrono i cammini associativi hanno più occasioni per maturare un.appartenenza viva alla comunità cristiana. E tra i

16 movimenti ecclesiali ricordiamo, pur tenendo presente alcuni aspetti problematici, il Cammino Neo Catecumenale la cui intuizione - scommettere sugli adulti e ripercorrerele tappe del catecumenato per riscoprire, da adulti, la fede - costituisce un appello ed uno stimolo per tutti.Sulla strada che ci attende si impongono alcune scelte pastorali. Abbiamo provato ad individuarle, incoraggiati dai riferimenti autorevoli sopra ricordati. Scegliere significa che si lasciano alcune cose e se ne fanno delle altre.

17: 2.1 un cammino base di evangelizzazione
IL CAMMINO DI BASE, IL FILO CONDUTTORE NON E. STRETTAMENTE CATECHISTICO MA E. DI EVANGELIZZAZIONE, EDUCAZIONE, ACCOGLIENZA E CRESCITA NELLA COMUNITA. CRISTIANA.
Pone al centro la persona del bambino prima, poi del ragazzo e del giovane e si preoccupa di introdurlo nella famiglia della comunità cristiana perché possa incontrarne e vederne .il cuore. che é il Signore Gesù..E prendendoli tra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva. (Marco 10,13-16). Questa scelta - mette al primo posto un cammino delle persone nella comunità e non la scadenza dei sacramenti; - privilegia la crescita di quelle condizioni umane ed ecclesiali favorevoli ad
un.accoglienza personale del dono della fede, oggi spesso trascurate sia dallaparrocchia che dalla famiglia, concentrate su un percorso di carattere .scolastico.; - relativizza la preoccupazione di trasmettere nozioni e contenuti o di obbedire ad un programma contenutistico rigido per offrire l.essenziale della fede con un.attenzione costante ad un .apprendistato. Vitale.

2.2 il cammino catecumenale
ALL.INTERNO DEL CAMMINO DI BASE SI PONGONO GLI ITINERARI PIU. PROPRIAMENTE INIZIATICI, CHE CONDUCONO ALLA CELEBRAZIONE DEI SACRAMENTI.

A partire dall.età dei dieci anni (circa) ogni anno si apre l.ingresso al catecumenato.Esso é proposto(e riconosciuto) - a chi sta ha percorso realmente il cammino di base; - con un carattere personale, in relazione al cammino che il gruppo e le persone stanno facendo e che sacerdoti, catechisti, ragazzi e genitori valuteranno e concorderanno insieme, senza decisioni dall.alto... e nemmeno automatismi superficiali; Alcune scelte pastorali

18 - con un inizio e una fine precise. Al termine il ragazzo prosegue il cammino nel suo gruppo di appartenenza. Il cammino catecumenale non coincide necessariamente con il gruppo base di appartenenza ed ha un percorso specifico, ispirato al RICA. Chi entra nel cammino catecumenale non abbandona il cammino formativo e il gruppo di base, che dà la continuità, soprattutto nei casi in cui non tutti i ragazzi di un gruppo accedano insieme al catecumenato.

2.3 l.ordine dei sacramenti
L.ORDINE DELLA CELEBRAZIONE DEI SACRAMENTI DELL.INIZIAZIONE RITORNA AD ESSERE L.ORIGINARIO: Battesimo, Cresima, Eucaristia. La Cresima può essere celebrata insieme all.Eucaristia. La Penitenza é celebrata nella Quaresima dell.anno di catecumenato.

2.4 la famiglia
LA FAMIGLIA DIVENTA INTERLOCUTORE PRIMO E NON PIU. MARGINALE. Questo implica un agire pastorale volto a- sensibilizzare la famiglia aiutandola a riscoprire la propria identità in ordine alla fede e all.educazione nel rispetto delle diverse situazioni di partenza; - essere accanto alla famiglia nel porsi il problema dell.educazione religiosa in modo non formale (adempimento a scadenze programmate: Prima Comunione, Cresima, ecc.) ma il più possibile vitale;- offrire occasioni di conoscenza e di incontro perché cresca, anche tra le famiglie, lo spirito della comunità che cammina insieme; - offrire percorsi specifici per i genitori.

2.5 l.insieme della comunità
TUTTA LA COMUNITA. E. INIZIATRICE ALLA FEDE. Occorre dunque risvegliare la sua vocazione- di accoglienza; - di testimonianza; - di celebrazione. Un primo passo può essere l.attenzione a far percepire il cammino dei ragazzi e dei giovani come proprio, nella figliolanza spirituale e nella fraternità. Per questo molte

19 tappe del cammino saranno legate al cammino di tutta la comunità convocata intorno alla Parola e ai Sacramenti.
2.6 i catechisti

Questo progetto regge se ha un.anima, una testa e delle gambe. Un.anima E. la riscoperta personale e comunitaria del dono della fede cristiana, del tesoro che è posto nella nostre mani. Senza quest.anima ci si riduce ad elaborare una strategia e ci si sposta su altri criteri, di successo, efficenza e organizzazione. Un progetto così deve radicarsi invece nel terreno della spiritualità. Questo significa che ai catechisti, anzitutto, e a tutte le altre figure che saranno coinvolte, é necessario proporre uno specifico e straordinario cammino di fede e di formazione. E. un dovere fondamentale della comunità e non riguarda i catechisti in quanto tali ma i cristiani giovani e adulti. E. pensabile che tutti i catechisti della parrocchia (vecchi e nuovi) .ricomincino da capo., insieme, un itinerario personale di formazione, sintonizzato sulle tappe e sui contenuti di questo progetto e che abbiano un punto di riferimento stabile per la propria formazione di giovani o di adulti. L.impegno dei catechisti in questo progetto rinnovato è vincolato alla disponibilità a compiere questo cammino personale. Non é infatti accettabile una figura di catechista, .sbiadita. o latitante sul piano della formazione, che riproponga in un progetto nuovo tutte le zavorre di una figura di catechista standard del passato. Una testa Rappresenta l.esigenza costante della verifica. Alle varie tappe del progetto deve corrispondere una seria verifica. Anche l.insieme del progetto, essendo sperimentale, andrà ogni anno verificato, confrontato, rivisto e, se necessario, corretto.

Le gambe Occorre dare corpo, in forma di contenuti, esperienze, metodi, alle tappe indicate nel progetto. E. un lavoro che deve restare continuamente aperto, sulla base della verifica. Occorre anche .mobilitare. tutte le energie necessarie e riformulare il progetto in parrocchia in modo proporzionato alle energie a disposizione.

2.7 le associazioni
Azione Cattolica e AGESCI costituiscono una modalità associativa per compiere il cammino di base. Esse sono invitate a riconoscersi nel medesimo progetto ecclesiale e ad integrarsi conservando la propria specificità e concordando i momenti comuni del cammino con tutti i ragazzi e i giovani della parrocchia. Chi percorre il cammino associativo non é tenuto a frequentare altri cammini paralleli. Il tempo del catecumenato é però gestito direttamente dalla parrocchia per tutti.

20 3.1 l.attrattiva dei valori più che l.imposizione di una nuova legge e di nuovi doveri verso la parrocchia. 3.2 la vicinanza della comunità alle famiglie per risvegliare attenzione alla vita famigliare, all.educazione, alla spiritualità ed anche un.amicizia tra le famiglie che aiuti a vivere.

3.3 la valorizzazione di ogni situazione di partenza della famiglia, possibile se crescono la fiducia, la chiarezza, la comunicazione capaci di sciogliere le durezze della diffidenza e della paura (reciproca tra famiglia e chiesa) del giudizio.

3.4 il terreno comune della vita e della persona con le sue domande.

3.5 l.investimento sulla verità e la bellezza del vangelo come offerta di libertà e di vita per i piccoli e per i grandi.

3.6 un cammino per tutti
i ragazzi e per tutte le famiglie della parrocchia, non riservato a un elite. Il cammino di base (di evangelizzazione) ha una caratteristica missionaria. Alcuni atteggiamenti

2 I nomi (azzurro, verde, ecc.) sono provvisori e solo indicativi. Nella stesura definitiva i nomi delle
tappe saranno precisi e probabilmente faranno riferimento a personaggi o a situazioni della Bibbia.

4.1 cammino battesimale con i genitori (0/7 anni)
a) ANNO DEL BATTESIMO (0/1)
I genitori che chiedono il battesimo dei bambini vengono invitati insieme a due/tre incontri di dialogo e di confronto sul tema della fede e di preparazione del rito del battesimo, animati dal sacerdote insieme ad una coppia di sposi. E. anche interessante pensare di proporre un avvio di questo cammino già durante la gravidanza, per la preziosità di questo tempo e la sua forte carica religiosa/simbolica. Il tempo dell.attesa... + SCHEDA 1 in appendice
b) PRIMO ACCOMPAGNAMENTO (2/4 anni)
Successivamente viene proposto un percorso dedicato alla riscoperta della fede cristiana nei suoi tratti essenziali con un.attenzione particolare all.educazione religiosa
dei bambini. E. un vero e proprio cammino dei genitori che li accompagna fino alla tappa successiva e che intende accogliere ed evangelizzare i .giovani/adulti. Sposati nel momento in cui vivono un.esperienza così bella e nuova quale è la nascita di un figlio. Punto di riferimento del cammino - nella seconda parte - può essere il Catechismo dei Bambini .Lasciate che i bambini vengano a me..
+ SCHEDA 2 in appendice
c) SECONDO ACCOMPAGNAMENTO (5/7 anni)
Iniziano le proposte direttamente ai bambini. La struttura del cammino

22 Obiettivo di questi tre anni é di offrire prime esperienze di incontro comunitario dei bambini (gioco, incontro, evangelizzazione) insieme alla famiglia e di far sentire la presenza di una .famiglia. più grande, la famiglia dei cristiani. Ogni incontro (mensile) e. affiancato da un incontro dei genitori, ai quali viene proposto di seguire il cammino dei bambini .da genitori. in famiglia come educatori nella fede, anche secondo il percorso dei temi (gli atteggiamenti fondamentali dell.esperienza religiosa: mistero, gratitudine, attenzione, stupore, ecc.) che verranno richiamati negli incontri dei
bambini.
+ SCHEDA 3 in appendice
4.2 CAMMINO DI BASE (8/10 anni)
Questo tempo é dedicato ad entrare nei .tempi. della comunità cristiana che si incontra, scanditi dall.anno liturgico, conosciuti mediante esperienze e attività in cui i bambini sono protagonisti e che coinvolgono la loro famiglia e la comunità tutta e a.conoscere. la storia della salvezza. I bambini avranno modo di .vedere. la comunità cristiana nel suo cammino e nellesue dimensioni: la celebrazione, la preghiera, la festa, la carità, la missione, ecc. E.anche il tempo di un primo approccio sistematico alla Bibbia.
+ SCHEDA 4 in appendice
ANNO DEL CAMMINO CATECUMENALE
A cominciare dai 10 anni, ogni anno viene proposto l.ingresso nel catecumenato, che conduce alla celebrazione della Cresima e alla partecipazione piena all.Eucaristia. E. il percorso - riscritto - del RICA nelle sue tappe essenziali. Presuppone la partecipazione attiva al percorso di formazione
ordinario e la sua prosecuzione. La prima celebrazione sacramentale della Penitenza avviene
nel tempo quaresimale. Ogni anno poi, nella Veglia Pasquale, si farà memoria dei sacramenti ricevuti.
+ SCHEDA 5 in appendice

23 4.3 anni gialli (11/12 anni)
Il cammino é incentrato sulla crescita del ragazzo preadolescente e sulla evangelizzazione di questa crescita, alla luce dei sacramenti ricevuti (mistagogia). + SCHEDA 6 in appendice (in preparazione)

4.4 anni rossi (13/15 anni) Il cammino é incentrato sulla crescita del ragazzo adolescente e sulla evangelizzazione di questa crescita, alla luce dei sacramenti ricevuti. + SCHEDA 7 in appendice (in preparazione)

4.5 anni blu (16/18 anni) Il cammino é incentrato sulla crescita del ragazzo adolescente e sulla evangelizzazione di questa crescita in chiave vocazionale, aperta al riconoscimento del proprio posto
nella chiesa e nel mondo. + SCHEDA 8 in appendice (in preparazione) Con il diciottesimo anno termina questo cammino. Da questo momento le proposte di formazione e di servizio assumono forme diverse.

24 Quanto ai contenuti le tappe del cammino verranno preparate in riferimento al Progetto Catechistico Italiano (CEI) al materiale del Centro Salesiano Pastorale Giovanile, Itinerari di educazione alla fede/ Una proposta pedagogica - pastorale, ed. LDC. Il catecumenato verrà preparato in riferimento al RICA opportunamente adattato al Progetto Catechistico Italiano (CEI)
Il metodo che ispira la stesura del progetto é quello indicato nella NOTA DELL.UFFICIO CATECHISTICO NAZIONALE .Il catechismo per l.iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi., capitoli 1 e 2, che riportiamo integralmente in appendice. Contenuti e metodo

25 6.1
Non rischiate di fare scappare la gente? Cammino troppo impegnativo. Bisogna accontentarsi di poco. E. già molto se i genitori mandano i bambini. Comunque fare la comunione e la cresima é sempre una parola buona che ricevono, non importa se non ascoltano. Servirà domani...

6.2 Vi illudete facendo dei progetti. I progetti servono a poco. Bisogna presentare Gesù Cristo. Serve la fede e la testimonianza, non la pedagogia.

6.3 Puntate molto sulla famiglia. Ma se la famiglia non si lascia coinvolgere o, per altri motivi, non é presente come dovrebbe? Cosa farete?

6.4 La prima comunione così avanti non é privare di un dono?
6.5 La prima comunione era così bella da piccoli. Prendiamoli finché ci sono.
6.6 Ci vogliono catechisti preparati e non improvvisati come a volte accade. Siamo Domande aperte

26 pronti? Ci vuole anche una comunità cristiana matura...
6.7 Molti genitori se ne andranno (in altre parrocchie), dove il cammino é tradizionale e non si fanno tante storie.
6.8 Il problema é ancora più radicale: il battesimo dei bambini. Voi ci girate intorno ma il problema è lì. Oggi é chiesta una scelta consapevole, da giovani o da adulti, come era all.inizio del cristianesimo.

6.9 Dare così fiducia alle associazioni é molto rischioso. L.Agesci, ad esempio, garantisce davvero un cammino ecclesiale come voi auspicate? E la parrocchia non rischia di dividersi?

6.10 Non ci sono accenni ai catechismi CEI. Come pensate di usarli?
6.11 Avete sostituito uno schema vecchio con uno schema nuovo. Ma il problema é invece proprio di uscire dagli schemi e di permettere dei cammini più personalizzati.

6.12 E nelle parrocchie piccole? In montagna? E. praticabile una proposta del genere?
6.13 Ci sarà il coraggio di dire dei no, come lasciate intendere quando parlatedell.accesso al catecumenato?

27 Appendice - Le schede dei vari anni - Stralci dal documento dell.Ufficio Catechistico Nazionale

28 1. Preparazione 3 incontri - in casa - insieme in Parrocchia - insieme in Chiesa guidati dal Sacerdote (1° e 3°) e da coppie ( 2° )

2. Celebrazione 4 volte all. Anno - Ottobre - Gennaio (Battesimo di Gesù) - Pasqua (Veglia o domenica in Albis) - Giugno nella messa o in una festa della comunità + festa dei battezzati a fine anno e incontro delle rispettive famiglieObiettivo Scelta consapevole del Battesimo e valorizzazione della celebrazione per ritrovare il gusto della fede e dell.appartenenza alla Chiesa.

ANNO DEL BATTESIMO ( 0 / 1 ) Scheda 1
29 Tempo
3 anni con Programma ciclico a) Incontri con i genitori Due incontri prima di ogni tempo forte (Novembre - Febbraio - Aprile) b) Catechesi familiare nei tre tempi forti c) Una Celebrazione comunitaria per ogni tempo forte Metodo Condivisione di una esperienza essenziale e significativaObiettivo riscoperta della fede dei genitori e impostazione di uno stile di vita familiare che fa riferimento alla fede.

PRIMO ACCOMPAGNAMENTO (2/4 anni)
Scheda 2 IL CAMMINO BATTESIMALE CON I GENITORI
Premessa Le coppie che chiedono il Battesimo per i loro bambini spesso sono isolate, non inserite nella comunità cristiana e neppure nel quartiere. Altrettanto spesso sono lontane dall.esperienza della fede e quindi refrattarie nei confronti del discorso religioso e soprattutto nei confronti della Chiesa. Il bambino generalmente le occupa e preoccupa molto per cui il tempo da dedicare alle nostre proposte è .limitato.. La nascita del figlio - soprattutto se la coppia è giovane - ha contraccolpi talvolta anche piuttosto forti sulla vita di coppia. La presenza del figlio infatti non permette spesso una comunicazione vera ed approfondita fra gli sposi. La donna-mamma spesso si identifica nel ruolo di madre dimenticando quello di sposa.

30 Metodo Accoglienza: sarà molto importante far sì che i genitori si sentano accolti, per questo coppie di sposi e sacerdote si dovranno impegnare molto a far sì che le persone si sentano a loro agio. L.accoglienza inizia dall.invito che dovrà esser chiaro e fatto in modo tale che le persone sappiano bene di che cosa si tratta. Accogliere vuol dire porre al centro le persone ancor prima dei contenuti che si vuole trasmettere. Condivisione: il cammino dovrà essere condiviso dai genitori che si sentiranno protagonisti del cammino stesso. Le coppie animatrici e il sacerdote dovranno imitarsi a dare spunti per la riflessione. Obiettivi Fare in modo che le persone si conoscano. Aiutare i genitori a percepire il .mistero. che sono i loro figli.Aiutare i genitori ad interrogarsi su che cosa vuol dire educare un figlio Aiutare i genitori a .condividere. l.educazione Aiutare i genitori a comprendere che cosa vuol dire educare alla fede riproponendosi personalmente il problema della fede. Riprendere (quando questo è possibile) le tematiche legate alla vita matrimoniale. Creare gruppo. Contenuti I contenuti sono facilmente reperibili sul Catechismo dei bambini da 0 a sei anni. Quando incontrare i genitori Il giorno più indicato per l.incontro è la Domenica, il giorno della festa,della preghiera e del riposo. Come incontrare i genitori Provvedere alla presenza di persone (mamme) disponibili ad accudire i bambini.Preparare un.aula accogliente. Accogliere le persone cercando di favorire ilsuperamento dell.inevitabile disagio. Stare con loro senza preoccuparsi troppo del tempo che passa e dei contenuti da trasmettere. Fare un.oretta di incontro sui temi stabiliti, concludere con una preghiera e la merenda sia per i piccoli che per i grandi. Non dovrà mancare un momento di revisione dell.incontro con la richiesta ai presenti di offrire il loro contributo di idee per l.organizzazione del prossimo incontro la cui data sarà stabilita dal gruppo prima della conclusione dell.incontro stesso.

3 Tempo 3 anni con programma ciclico a) Incontri dei bambini e dei genitori con frequenza mensile + 2 in Avvento e 2 in Quaresima (10 incontri) b) Catechesi familiare c) Tre feste distribuite nell.anno Metodo Convocare, riunire e far incontrare genitori e figli attorno ai beni fondamentali della esperienza cristiana. Obiettiv Consolidare una spiritualità cristiana e condividere con altre famiglie uno stile di vita evangelico.

SECONDO ACCOMPAGNAMENTO (5/7 ANNI)

Scheda 3
32 Tempo
3 anni con percorso ciclico (Ingresso con ISCRIZIONE) Frequenza incontro settimanale dei bambini e periodicamente dei genitori Percorso La storia della salvezza da scoprire e rivivere come comunità credente. Obiettivo Una preparazione basilare, nelle conoscenze, negli atteggiamenti, nelle capacità e
nelle esperienze fondamentali dell.esperienza religiosa. Strumenti Audiovisivi, Tavole Rotonde, Ricerche, Ritiri, Visite Guidate, Convivenze, Incontri significativi, Celebrazioni, Audiovisivi, Tavole Rotonde.

Scheda 4 CAMMINO DI BASE (8/10 ANNI)

33 Scheda 5 IL CAMMINO CATECUMENALE
Le tappe 1. OTTOBRE Nei gruppi o singolarmente viene fatta la proposta del tempo del catecumenato, invitando ad una risposta personale. Chi aderisce viene invitato ad una duegiorni di RITIRO (con partecipazione obbligatoria). In questo ritiro viene presentato il cammino del catecumenato e la figura del discepolo di Cristo. Viene richiamata la .rinuncia agli idoli. dell.antico catecumenato. Durante il ritiro i ragazzi preparano la loro .domanda..

2. NOVEMBRE - Visita alla cattedrale ed in particolare al fonte battesimale. - Incontro con il Vescovo. - Celebrazione di memoria del battesimo, insieme ai genitori. Nell.Eucaristia della prima domenica di Avvento: - Rito di ammissione al catecumenato, unzione con l.olio dei catecumeni e consegna del VANGELO.

3. AVVENTO Tempo intenso di ascolto personale e comunitario della Parola (catechesi sul Regno...)

Secondo ritiro.

4. GENNAIO e FEBBRAIO (fino all.inizio della Quaresima) Nell.Eucaristia della domenica del Battesimo del Signore:- consegna del SIMBOLO APOSTOLICO (Traditio)
5. QUARESIMA e PASQUA - Ritiro nella prima domenica di Quaresima. Con il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto il cammino si caratterizza come penitenziale. - Catechesi e .prove. legate alle tre tentazioni di Gesù. .Verifica della vita..

34- Nella domenica quaresimale del perdono: celebrazione sacramentale della Riconciliazione. - Sabato Santo: giornata di ritiro in preparazione alla celebrazione della Veglia Pasquale in cui i ragazzi faranno la PROFESSIONE DI FEDE (Redditio). Se é possibile questa sarà anche la notte di celebrazione della Cresima e dell.Eucaristia che, diversamente, saranno - con un.unica celebrazione - in una delle domeniche del tempo pasquale.

5. TEMPO PASQUALE Tempo della mistagogia: - animazione dell.Eucaristia domenicale e incontro con esperienze ecclesiali significative. Esperienze di educazione alla preghiera.

Nota Alla preparazione specifica della Cresima e dell.Eucaristia viene dedicato il tempo immediatamente precedente le celebrazioni ma tutto il cammino catecumenale guarderà continuamente a questi Doni. Questo cammino catecumenale ha bisogno della figura di un padrino o di una madrina che siano realmente significativi in ordine alla vita cristiana, superando la prassi attuale che ha quasi completamente dimenticato questo criterio invece essenziale (se si vuole mantenere la figura del padrino). Prosegue l.accompagnamento dei genitori che saranno presenti soprattutto dei momenti più forti e nei passaggi di questo anno speciale.

35 Il documento