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A
cura di un gruppo di parroci della diocesi
di Piacenza-Bobbio
in
collaborazione con Ufficio Catechistico e
Ufficio Famiglia.
S
p e r ime n t a z i o n e d i u n c a
m m i n o d i a c c o g l
i e n z a n e l l a c o m u n i t à
d e i r a g a z z i ,
d ei g i o v a n i e d e l l e f a m
i g l i e ed i i n i z i
a z i o n e c r i s t i a n a
STESURA
PROVVISORIA
- per gli operatori pastorali -
2
Partecipano al gruppo di lavoro per la sperimentazione:
don Gigi
Bavagnoli (Preziosissimo Sangue) don Piero
Bulla (S. Lazzaro)don
Franco Capelli (S. Vittore / Ufficio Famiglia)don
Giancarlo Conte
(San Giuseppe Operaio)don Giuseppe Ferrari
(Podenzano)don Riccardo
Lisoni (Preziosissimo Sangue / Ufficio Catechistico)
don Maurizio
Noberini (S. Franca) don Francesco Simonetti
(Cortemaggiore) don
Giuseppe Tosca (Carpaneto) Con lettera in
data 3 novembre 1998 il
Vescovo mons. Luciano Monari ha approvato
la prosecuzione del lavoro
di questa sperimentazione ed un primo avvio
graduale in alcune delle
parrocchie coinvolte. 3 Da sempre la Chiesa
riconosce nel battesimo,
nella confermazione e nell.eucaristia le
tappe indispensabili del
divenire cristiano. A questi sacramenti viene
perciò dato il
nome di iniziazione cristiana. Oggi si constata
sempre più
frequentemente che alla celebrazione non
corrisponde una effettiva
introduzione consapevole e organica nelle
dimensioni fondamentali
della vita cristiana.
La preoccupazione di
aiutare i fanciulli e i ragazziad essere
dei veri credenti nel
rispetto della loro età sta alla base
di questo progetto.
Ritenendo fondate le preoccupazioni e le
ragioni he lo motivano
evalutando la proposta positiva e rispettosa
della natura dell.
iniziazione cristiana e della vita dei destinatari,
si concede la
sperimentazione alle seguenti parrocchie:
S.Lazzaro, Preziosissimo
Sangue,
S.Franca, S.Vittore, Carpaneto, Cortemaggiore,
Podenzano;
e per la durata di 5 anni. Si abbia cura
di motivare bene la
propostasoprattutto ai genitori; qualora
alcuni di loro avessero
difficoltà ad accettare, si lasci
la possibilità di
inviare i figli in altre parrocchie dell.unità
pastorale per
compiervi Il Vescovo di Piacenza-Bobbio
4 l.itinerario di
iniziazione cristiana nelle modalità
consolidate. Si abbia
pure cura di precisare bene la fase del catecumenato.
del progetto,
strutturandola sul modello proposto dal .Rito
di Iniziazione
Cristiana degli Adulti.. Affido contestualmente
all.Ufficio
Catechistico e all.Ufficio Liturgico Diocesano
il compito di offrire
le sollecitazioni e gli aiuti necessari,
perché nelle
parrocchiesi compia una vera iniziazione
anche con il modello
tradizionale e perché a livello diocesano
si metta in atto
un
itinerario catecumenale per chi chiede i
sacramenti
dell.iniziazione cristiana da adulti.
+Luciano Monari,
Vescovo
Piacenza, 3 novembre 1998
5 l dono che abbiamo
ricevuto
1. Diventare cristiani
oggi
1.1 diventare cristiani
1.2 la tradizione da cui
veniamo
1.3 i problemi
1.4 le strade che si aprono
2. Alcune
scelte pastorali
2.1 un cammino base di evangelizzazione
2.2 il
catecumenato
2.3 l.ordine dei sacramenti
2.4 la famiglia
2.5
l.insieme della comunità
2.6 i catechisti
2.7 le
associazioni
3. Alcuni atteggiamenti
3.1 l.attrattiva dei
valori
3.2 la vicinanza della comunità alle
famiglie
3.3
la valorizzazione di ogni situazione
3.4 il terreno comune della
vita e della persona
3.5 l.investimento sulla verità e
la
bellezza del vangelo
3.6 un cammino per tutti
4. La struttura
del cammino
4.1 cammino battesimale con i genitori (0/7
anni)
4.2
cammino di base (8/10)
4.3 anni gialli (11/12 anni)
4.4 anni
rossi (13/15 anni)
Sommario
6: 4.5 anni blu (16/18 anni)
5. Contenuti e metodo
6. Domande
aperte
Appendice
7 Da due anni ci
incontriamo, per parlare, discutere, progettare
insieme. Già
questa é una bella notizia, almeno
per dei parroci. Non ci ha
convocato nessun organismo ufficiale, anche
se alcuni di noi fanno
parte di uffici diocesani. Ci ha mossi (potremmo
dire ancor meglio
.smossi.) la voglia di affrontare seriamente
il problema della
Cresima e della Prima Comunione o, più
precisamente, il tema
dell.iniziazione cristiana. I perché
li conosciamo e comunque
in questo documento li ricordiamo: sono motivo
di crescente fatica
nelle nostre comunità, qualche volta
anche di amarezza. Non
solo per noi, immaginiamo. Insieme ci siamo
riconosciuti nella
necessità di osare qualcosa di nuovo.
Osare, poiché si
tratta di vincere resistenze e paure che
talvolta circondano questo
problema e lo rendono quasi intoccabile nonostante
la gravità
della situazione sia sotto gli occhi di tutti.
Evitando di
trasformarci in avventuristi e in temerari
queste resistenze e queste
paure le abbiamo ascoltate e ci hanno aiutato
ad essere realisti e,
forse, equilibrati. Ma non ci hanno impedito
di
guardare avanti e
di aprire la porta alla novità. A
noi sta a cuore che tra la
gente - e nella nostra coscienza - non si
perda la fede, la perla
preziosa. Sappiamo che questa dichiarazione
trova tutti
d.accordo
ma é pur vero che nella pastorale
dei ragazzi e dei giovani
oggiprevalgono altre preoccupazioni. Quelle
della religione sopra
tutte, con il suo carico di vincoli sociali
e culturali che, se da
una parte costituisce il terreno tradizionale
sul quale seminare,
dall.altra, paradossalmente, diventa anche
la terra arida che
difficilmente lascia germogliare vita.
E. possibile investire
sul dono che abbiamo ricevuto, il vangelo,
.potenza di Dio che salva.
oppure dobbiamo ancora per molto restare
prigionieri di altri
criteri? E. possibile riproporre Gesù
Cristo e la libera
risposta a Lui come il cuore senza il quale
ogni altro gesto si
sbiadisce fino a perdere senso? .Essere cristiani
é una
fortuna, non un obbligo.. Non é detto
che questo investimento
produca
una chiesa di pochi eletti. Ci sono, é
vero,
famiglie insofferenti davanti a questa
8. Il dono che abbiamo
ricevuto
prospettiva ma ce ne sono altre che nella
polemica o nel
rifiuto nascondono l.attesa di una parola
nuova, che riapra il cuore
ai doni di Dio, rimasti chiusi nei cassetti
dell.infanzia, dei
pregiudizi o semplicemente della fatica e
della paura di credere. Il
progetto vorrebbe essere .serio.. Serio,
cioé che mobiliti
davvero la comunità cristiana come
madre e che sia accolto
dalle famiglie almeno con la stessa serietà
con cui ci si
preoccupa della partecipazione al campionato
di calcio. Serio non
significa pesante, opprimente, con la richiesta
di un riscatto più
alto da pagare per essere liberati con cresima
e comunione. Significa
invece praticabile da tutti ma non per questo
meno impegnativo,
capace di accendere interesse e attrattiva
ma anche sereno di fronte
alla libertà che può dire .no..
Cominciamo una
sperimentazione. Quindi non c.é nulla
di definitivo. Nemmeno
esistono ricette risolutive, vista la complessità
del
problema. Siamo ben consapevoli anche dei
limiti che questa proposta
porta con sé. Dobbiamo anche dire,
però, che ci
appassiona molto e ci restituisce fiducia.
L.attuale stesura é,
in molte parti, ancora incompleta e superficiale,
soprattutto per
quanto riguarda i preadolescenti e gli adolescenti.
Inoltre non ci
siamo preoccupati di sviluppare esplicitamente
il fondamento
teologico che sostiene alcune scelte. I documenti
della chiesa lo
fanno già ampiamente e così
varie pubblicazioni; ad
esse rimandiamo. Durante l.elaborazione il
progetto ha raccolto
diverse osservazioni e critiche che hanno
contribuito a modificarlo
non poco fino all.attuale stesura.
Ora che viene pubblicato
speriamo possa arricchirsi di ulteriori contributi
da parte di tutti
coloro che sono interessati e coinvolti.
Contiamo di riproporne una
nuova stesura al termine dell.anno pastorale,
nel giugno 1999. Il
vescovo stesso ha espresso il desiderio di
portare quanto prima
all.attenzione del Consiglio Presbiterale
e del Consiglio Pastorale
Diocesano il tema dell.iniziazione cristiana.
Alcune delle nostre
parrocchie già da quest.anno entreranno,
seppur gradualmente,
nel cammino di questa sperimentazione. Una
cosa che ci incoraggia
molto é che, nel rispetto delle differenze
che ci sono tra le
nostre comunità, il cammino lo percorreremo
insieme ed il
progetto, con tutto il lavoro che ancora
richiede, lo porteremo
avanti .in cordata., insieme ai catechisti.
Piacenza, ottobre 1998
9: 1.1 diventare
cristiani
1.1.1 il primato del dono
Al primo posto, nella
dinamica della fede, va messo il dono di
Dio: nella fede noi
percepiamo, apprezziamo, scopriamo con sempre
rinnovata meraviglia il
desiderio di Dio di vivere una relazione
con noi che è puro
dono, offerta d.amore, capace di dare fondamento
alla nostra gioia di
vivere, alla nostra speranza di felicità.
La fede si connota come
risposta accogliente alla Rivelazione di
questa verità di Dio,
che è assolutamente insperata, che
sconvolge tutti i nostri
pensieri su Dio, che scioglie tutti i nodi
del cuore, tutte le
ostilità, tutti i risentimenti contro
la vita, che rimette in
discussione il nostro atteggiamento di fronte
all.esistenza. In una
parola, nella fede noi percepiamo la possibilità
di vivere
l.esistenza in modo autentico, possibilità
che ci viene donata
contemporaneamente con la scoperta del volto
di Dio, che assume il
volto del Padre. Mentre intuiamo la verità
di Dio percepiamo
la verità dell.uomo: la sua destinazione
ad una felicità
senza fine, la sua dinamica di figlio libero
e obbediente al Padre,
la ricchezza di cui è costituita la
sua esistenza.
1.1.2 la responsabilità
dell.accoglienza
Se grande è il
dono, questo dono spalanca la vita e allarga
l.orizzonte, ma chiede
anche una risposta consapevole e responsabile:
chi incontra la verità
di Dio e percepisce così la verità
della vita, è
chiamato a vivere sotto questa verità.
È chiamato a
fare di questa verità la verità
della sua esistenza, il
fondamento delle sue scelte, l.orientamento
che giustifica i suoi
atteggiamenti.
Occorre passare dal
risentimento alla fiducia, dall.ostilità
contro la vita e gli
uomini ad un atteggiamento di gratitudine
e di speranza, che nessun
evento può cancellare. Custodire la
bellezza della vita per
poter reggere all.impatto degli eventi di
male e di ingiustizia: a
questo sono chiamati tutti gli uomini, che
hanno perciò il
diritto di .vedere. la bellezza della vita
per poterla testimoniare
nelle opere e nei giorni della loro esistenza.
Occorre sottolineare
che, senza questa risposta-corrispondenza-scelta,
anche
10 Diventare cristiani
oggi il dono va perduto, la Rivelazione
sfuma, l.occasione è
mancata: non è possibile apprezzare
umanamente questa
intuizione della bellezza della vita se non
scegliamo
.concretamente-simbolicamente. questa verità
per noi, e ne
facciamo la verità della nostra vita.
Concretamente, perché
questo decide l.orientamento dell.esistenza
e quindi dà senso
ad ogni gesto-azione-pensiero-sentimento.
Simbolicamente, perché
questa fiducia non può essere realizzata-incarnata
una volta
per tutte, ma solo significata-simboleggiata
in ogni
gesto-azione-rito, che finisce per dire di
più di quello che
dice: diventa simbolo di ciò che non
si può esprimere
mai compiutamente.
1.1.3 testimonianza e
discepolato
Se l.incontro con la verità di Dio
assume i
contorni più precisi dell.incontro
con Gesù Cristo, con
il suo Vangelo di verità e di vita,
allora la verità di
Dio si dischiude in tutto il suo splendore:
splendore che prende luce
dal mistero della Croce di Gesù, mistero
di vita e di
risurrezione, di donazione volontaria della
vita e di trionfo sul
male: questo incontro è il cuore della
fede cristiana, e
decide del senso dell.esistenza del credente.
Tutte le volte che un
uomo incontra la verità di Dio, intuita,
simboleggiata,
espressa sotto forma di una promessa di vita
capace di vincere le
resistenze e i limiti di ogni storia umana,
allora si ha l.incontro
con il Cristo nello Spirito, e avviene la
salvezza.
Se tutti hanno diritto di
incontrare lo Spirito del Risorto, qualcuno
è chiamato a
seguire il Cristo: a fare proprio il progetto
di vita di Gesù,
a imitare la sua scelta di fiducia totale
in Dio e di donazione
totale ai fratelli, precisamente a far propria
questa coincidenza
(tra fiducia in Dio e amore ai fratelli):
nella consapevolezza che
questa scelta è dono dello Spirito
e non il risultato da
conseguire a prezzo del proprio sforzo. L.azione
che si chiede al
discepolo è semplicemente quella di
seguire il suo Signore,
senza perdere la fiducia che Egli è
qui, è in cammino
con noi sulla strada della storia (anche
quando scompare ai nostri
occhi, quando il fallimento storico della
nostra azione ci invita
allo scoraggiamento).
L.azione chiesta è
quella di mettere a disposizione i cinque
pani e i due pesci, che si
hanno in dotazione, perché qualcuno
li moltiplichi a
dismisura, a favore di tutti. L.azione richiesta
è quella di
lasciarsi plasmare dallo Spirito, perché
ognuno arrivi ad
assumere la forma del Signore Gesù,
condividendo con tutta la
comunità il desiderio di disegnare
il volto di Cristo nella
storia (con la consapevolezza che questo
disegno non sarà mai
perfetto).
11: 1.1.4 il senso
dell.iniziazione cristiana
Il senso del cammino dell.Iniziazione
cristiana è proprio quello di farci
entrare nella graduale
scoperta del dono, nella consapevolezza che
questo dono ci interpella
e ci mette in grado di camminare, per arrivare
alla scelta matura e
responsabile (e gioiosa!) di seguire il Signore
prendendo la sua
stessa forma di vita e lasciandosi manipolare
dallo Spirito.
Questo cammino di
scoperta e di scelta, di dono e di responsabilità
forma
l.Iniziazione cristiana: che deve alla fine
arrivare a .generare.
cristiani, discepoli del Signore, con la
loro povertà e con la
loro ricchezza, con la loro libertà
che si piega volentieri
all.obbedienza. È un cammino fatto
di scoperte e di scelte, e
perciò anche di rinunce: la comunità
deve essere
attenta non solo a proporre in modo adeguato
il Vangelo del Signore,
ma anche alle sue ripercussioni nell.animo
del catecumeno; deve
sottolineare la bellezza dell.essere discepolo,
ma non deve mettere
sotto silenzio la fatica che questo comporta.
Per questo,
necessariamente, il cammino del catecumenato
è scandito da
azioni rituali, che immettono il catecumeno
nella verità della
fede, ma anche da inviti morali, perché
al catecumeno è
chiesto di abbandonare la logica del mondo
equindi di compiere gesti
che segnalano questa sua volontà.
Tutto questo non deve in
nessun modo assumere la forma del ricatto
morale, ma - sull.esempio
di Gesù - la forma dell.invito cordiale
e sincero, di una
proposta franca e coraggiosa: se vuoi seguire
Gesù, allora....
(basti pensare ai cataloghi di S.Paolo e
rileggerli senza moralismo).
C.è, quindi,
bisogno di una .pedagogia., che sappia guidare
senza forzare,
incoraggiare senza sedurre, valorizzare i
risultati ottenuti senza
rimuovere il primato del dono: rimettendo
sempre tutto nel giusto
ordine di priorità .non vantatevi
di aver cacciato i demoni,
ma perché i vostri nomi sono scritti
nei cieli.. Una pedagogia
attenta all.assimilazione del Vangelo, ad
una sua libera e gioiosa
interiorizzazione: non preoccupata dei ritardi,
ma degli eventuali
scandali; capace di accendere entusiasmi
buoni, ma di spegnere quei
facili entusiasmi che si arenano alla prima
difficoltà.
1.1.5 le tappe
dell.iniziazione cristiana
Sembra ancora scontato
che parlare del cammino di Iniziazione cristiana
significhi parlare
del cammino di preparazione ai sacramenti
(battesimo,
cresima,eucaristia) e della loro celebrazione.
Sono messi in questo
ordine, perché agli inizi del cristianesimo
il catecumenoli
riceveva in questo ordine nella notte di
Pasqua.
12 Questa considerazione
specifica della tappa sacramentale ha messo
in ombra due elementi
portanti dell.Iniziazione Cristiana: il pre-catecumenato
e il
catecumenatovero e proprio (che consisteva
in un cammino
penitenziale-catechetico-celebrativo, scandito
da riti di passaggio:
consegna del Padre nostro, consegna del Credo,
redditio,....) e la
mistagogia.
Alla celebrazione dei tre
sacramenti, che rendevano cristiani, seguiva
la fase della
mistagogia: adesso che sei diventato cristiano,
e che partecipi
pienamente alla liturgia e alla vita della
comunità, ti spiego
quello che ti è successo, perché
solo ora sei in grado
di apprezzare pienamente il dono che hai
ricevuto e sei in grado di
assumerti - nella comunità e di fronte
al mondo - le tue
responsabilità. Con l.introduzione
del pedo-battesimo, i tre
sacramenti vengono separati (e poi si finisce
per collocare la
Cresima alla fine del percorso) , e si perde
tutto il valore del
cammino di catecumenato, in cui si sottolinea
la necessità
della scelta per diventare cristiani.
La separazione tra
Battesimo e Cresima ha indotto a sottolineare
nel Battesimo l.aspetto
del dono e nella Cresima l.aspetto dell.impegno:
spostare la Cresima
alla fine dell.Iniziazione significa fare
di questo sacramento il
segno di una piena assunzione di responsa-bilità,
accentuandone l.aspetto etico sull.insopprimibile
significato del
dono dello Spirito, che Gesù risorto
comunica a tutti i suoi
discepoli, dono che si rinnova tutte le volte
che partecipiamo
all.Eucaristia.
L.Eucaristia collocata in
un momento intermedio dell.Iniziazione finisce
per perdere la sua
centralità nell.Iniziazione: spesso
è ridotta ad
un.unione misticainteriore con Gesù,
talvolta - e più
modernamente - è ridotta all.ammissione
alla vita della
comunità, cancellando quasi il riferimento
al Signore Gesù
e al mistero della sua Pasqua.
La partecipazione piena
all.Eucaristia dovrebbe essere il segno dell.adesione
a Cristo, della
nostra incorporazione a Lui, da cui discende
la partecipazione piena
e consapevole alla vita della comunità
che celebra il mistero
del suo Signore, che da questo rito prende
vigore e forza per il suo
cammino, che loda e ringrazia, che domanda
il perdono e chiede al
Padre quanto è necessario per la vita
degli uomini. Celebrare
l.Eucaristia significa entrare nella pienezza
del dono, significa
imparare da quello che si celebra a vivere
nella logica del dono,
significa imparare che, portando cinque pani
e due pesci a Gesù,
questi li trasforma in pane per tutti: ma
qualcuno li deve portare, e
quel qualcuno sono io, sei tu, siamo noi
- la comunità
cristiana. Successivamente è stato
introdotto il sacramento
della penitenza-confessionericonciliazione,
quando si è capito
che, a volte, occorre ricominciare da capo
perché
13
si è venuti
meno alla fedeltà di fondo al Vangelo
e all.impegno del
discepolato: il IV sacramento (come la stessa
disciplina quaresimale)
ci re-inizia al mistero da cui ci siamo allontanati.
E confessarsi
significa proprio ammettere la nostra infedeltà
a questo
impegno, la nostra scarsa fiducia nella misericordia
e bontà
del Padre, la nostra fatica ad accettare
i ritardi della comunità
e i limiti di ognuno dei fratelli: per ricevere
un perdono che ci
rimette nella verità dell.essere discepoli,
perché ci
aiuta a riscoprire la bellezza dell.amore
di Dio che tutto e tutti
rinnova, senza stancarsi, senza minacce,
senza ritorsioni.
La sua collocazione
naturale, perciò, è dopo la
celebrazione di tutta
l.Iniziazione Cristiana: ciò non toglie
che possa essere
vissuta come recupero della verità
del battesimo, in una
celebrazione dove l.aspetto della fede (del
ritorno al Padre,
dell.accoglienza della sua misericordia)
prevalga sugli aspetti
etici. 1.2 la tradizione da cui veniamo E.
nota a tutti essendo
l.impianto nel quale ancora ci muoviamo.
Veniamo da una forma di
pedagogia della fede modellata su una società
naturalmente
cristiana, dove la vita quotidiana ed i valori
dominanti erano
omogenei alla fede e alla morale del cristianesimo.
I bambini
crescevano in questo humus. La parrocchia
aveva il compito di
esplicitare - nella forma della dottrina
- quanto affettivamente
veniva appreso dalla famiglia, dalla scuola
e dal vivere quotidiano.
Perciò era davvero sufficiente una
Scuola di Catechismo.
Essere cristiani era un dato ovvio. Il problema
della fede personale
semmai si poneva più tardi, da giovani
o da adulti.
La secolarizzazione che,
in questi decenni, ha condotto la società
e la cultura
all.autonomia rispetto alla fede e alla religione,
ha portato
tuttavia a mantenere quasiintatto lo scenario
religioso (anche nel
rapporto con la parrocchia e la domanda deisacramenti)
mentre é
progressivamente diminuito l.apporto vitale
che viene dalla libera
adesione delle persone alla fede.
1.3 i problemi
(dalle
Linee del Programma Pastorale Diocesano 1997/98)
1.3.1 le
famiglie
Da una parte si sta accentuando il carattere
prevalentemente sociale della richiesta dei
sacramenti, con scarsa
disponibilità effettiva ad un cammino
comunitario di
formazione e con l.esito di una indifferenza
o disaffezione nei
bambini stessi; dall.altra
14 ci sono i segni
dell.esigenza, in alcune famiglie, anche
da tempo lontane dalla
chiesa,di risentire la proposta cristiana
in un modo serio e
concreto.
1.3.2 i bambini Ogni anno constatiamo, nell.infanzia,
un
progressivo venir meno degli atteggiamenti
fondamentali che sono
da presupporre in un cammino di fede. Quella
.alfabetizzazione .
religiosa di base che fino a poco tempo fa
era in qualche modo
garantita, oggi, in molti bambini, appare
assente o molto povera. In
particolare, riguardo alla Prima Comunone,
aumenta ogni anno il
numero dei bambini che celebrano la Comunione
senza la coscienza
della domenica come giorno del Signore e
non venendo quasi mai a
Messa, sia prima che dopo.
1.3.3 i
preadolescenti
Più cresce l.età e più,
dalla
maggior parte dei ragazzi, viene attesa la
Cresima come la
conclusione di una istruzione cristiana che
scarsamente li ha
coinvolti. Nonostante i tentativi di aggirare
il problema
valorizzando la vita di gruppo e altre forme
pedagogiche e di
contenuto più adeguate all.età,
il vissuto dei ragazzi
non corrisponde a ciò che la celebrazione
della Cresima si
propone di far loro vivere, cioé una
consapevole scelta
cristiana. Paradossalmente, anzi, il cammino
attuale genera degli
indifferenti e dei lontani (in senso vitale)
alla fede cristiana,
avendo esaurito troppo presto una proposta
che invece a cominciare
dall.adolescenza potrebbe assumere un gusto
sempre più
personale.
1.3.4 gli adolescenti
Molti lasciano la chiesa
un anno o due dopo la Cresima. Chi resta,
grazie quasi unicamente a
legami di gruppo, appare il più delle
volte allergico a
rivisitare la propria coscienza cristiana,
percependo la fede e i
suoi contenuti specifici come astratti e
lontani dall.esistenza, pur
proseguendo un cammino ecclesiale.
1.3.5 i giovani
Solo
nell.età giovanile riemerge, in alcuni,
il desiderio di
ritrovare il senso della fede cristiana,
in modo essenziale, vitale e
personale. Per la maggior parte dei giovani,
però, il discorso
è chiuso, quasi esaurito e .bruciato.
Anzitempo.
1.3.5 la comunità
cristiana adulta
Vive quasi sempre il cammino educativo dei
bambini, dei ragazzi e dei giovani
dall.esterno, come spettatrice
e non come madre. Raramente viene colto il
legame
tra la vita e il
cammino della comunità adulta e la
.generazione. alla fede dei
piccoli.
15 La celebrazione
.isolata. dei sacramenti ne è l.esempio
più
evidente.
1.4 le strade che si aprono
In questa situazione
potrebbero esserci due scorciatoie. La prima
é quella dominata
dalla paura di cambiare e dal .meglio poco
che niente..... E. la
conservazione dell.esistente con qualche
aggiustamento e - se va bene
- con una concentrazione di sforzi sul miglioramento
dei contenuti,
dei metodi e delle tecniche, ad esempio utilizzando
più
audiovisivi o più tecniche di animazione
oppure semplicemente
utilizzando .più bibbia e più
preghiera.. L.altra
scorciatoia é invece selettiva e punta
ad un giro di vite
negli impegni, nei tempi e nell.obbligatorietà
del cammino,
aumentando il prezzo da pagare per ottenere
i sacramenti tanto
sospirati dalle famiglie. Sono scorciatoie,
forse più facili
da percorrere, ma rischiano di farci smarrire
il senso
dell.iniziazione cristiana.
Quale strada
intraprendere dunque? Abbiamo dei punti di
riferimento autorevoli. Il
Sinodo Diocesano anzitutto e l.attuale cammino
della Missione
Popolare Diocesana riportano al centro della
vita pastorale e
spirituale l.annuncio del vangelo e l.essenziale
della fede. La
catechesi costituisce già un passo
successivo e così la
celebrazione dei sacramenti che, senza la
fede, é morta.
Ancora, abbiamo il RICA, Rito dell.Iniziazione
Cristiana degli Adulti
che ci ricorda .come si diventa cristiani.
eche, opportunamente
adattato e .riscritto., offre la struttura
base per ogni cammino di
fede. Il tema stesso del catecumenato é
oggetto di riflessione
di tutta la chiesa italiana che ha già
indicato in un apposito
documento, le linee per l.iniziazione cristiana
degli adulti e dei
giovani non battezzati e sta preparando un
documento analogo che
riguarda i bambini. Il problema dell.iniziazione
cristiana sta
diventando motivo di rinnovamento per varie
diocesi in Italia.
Citiamo solo la diocesi di Alessandria ove
il Sinodo appena concluso
ha approvato una sperimentazione simile a
questa, in cui -
tra
l.altro - viene ristabilito l.ordine originale
dei sacramenti, con
l.Eucaristia al vertice.
Il documento però più
chiaro e innovativo uscito in questi anni
é datato 1991 e
porta il titolo .Il catechismo per l.iniziazione
cristiana dei
fanciulli e dei ragazzi. Nota per l.accoglienza
e l.utilizzazione del
catechismo della CEI., pubblicato dall.Ufficio
Catechistico Nazionale.
Nell.elaborare questa sperimentazione non
abbiamo fatto altro che
prendere sul serio le indicazioni di quel
documento sforzandoci di
tradurle in concrete scelte pastorali. In
ultimo non vogliamo
dimenticare il patrimonio di ricchezza e
di esperienza che ci viene
dalle due più grandi associazioni
ecclesiali, Azione Cattolica
e Agesci. E. un dato incontestabile che i
ragazzi e i giovani che
percorrono i cammini associativi hanno più
occasioni per
maturare un.appartenenza viva alla comunità
cristiana. E tra i
16 movimenti ecclesiali
ricordiamo, pur tenendo presente alcuni aspetti
problematici, il
Cammino Neo Catecumenale la cui intuizione
- scommettere sugli adulti
e ripercorrerele tappe del catecumenato per
riscoprire, da adulti, la
fede - costituisce un appello ed uno stimolo
per tutti.Sulla strada
che ci attende si impongono alcune scelte
pastorali. Abbiamo provato
ad individuarle, incoraggiati dai riferimenti
autorevoli sopra
ricordati. Scegliere significa che si lasciano
alcune cose e se ne
fanno delle altre.
17: 2.1 un cammino base
di evangelizzazione
IL CAMMINO DI BASE, IL FILO CONDUTTORE NON
E.
STRETTAMENTE CATECHISTICO MA E. DI EVANGELIZZAZIONE,
EDUCAZIONE,
ACCOGLIENZA E CRESCITA NELLA COMUNITA. CRISTIANA.
Pone al centro
la persona del bambino prima, poi del ragazzo
e del giovane e si
preoccupa di introdurlo nella famiglia della
comunità
cristiana perché possa incontrarne
e vederne .il cuore. che é
il Signore Gesù..E prendendoli tra
le braccia e ponendo le
mani sopra di loro li benediceva. (Marco
10,13-16). Questa scelta -
mette al primo posto un cammino delle persone
nella comunità e
non la scadenza dei sacramenti; - privilegia
la crescita di quelle
condizioni umane ed ecclesiali favorevoli
ad
un.accoglienza
personale del dono della fede, oggi spesso
trascurate sia
dallaparrocchia che dalla famiglia, concentrate
su un percorso di
carattere .scolastico.; - relativizza la
preoccupazione di
trasmettere nozioni e contenuti o di obbedire
ad un programma
contenutistico rigido per offrire l.essenziale
della fede con
un.attenzione costante ad un .apprendistato.
Vitale.
2.2 il cammino
catecumenale
ALL.INTERNO DEL CAMMINO DI BASE SI PONGONO
GLI
ITINERARI PIU. PROPRIAMENTE INIZIATICI, CHE
CONDUCONO ALLA
CELEBRAZIONE DEI SACRAMENTI.
A partire dall.età
dei dieci anni (circa) ogni anno si apre
l.ingresso al
catecumenato.Esso é proposto(e riconosciuto)
- a chi sta ha
percorso realmente il cammino di base; -
con un carattere personale,
in relazione al cammino che il gruppo e le
persone stanno facendo e
che sacerdoti, catechisti, ragazzi e genitori
valuteranno e
concorderanno insieme, senza decisioni dall.alto...
e nemmeno
automatismi superficiali; Alcune scelte pastorali
18 - con un inizio e una
fine precise. Al termine il ragazzo prosegue
il cammino nel suo
gruppo di appartenenza. Il cammino catecumenale
non coincide
necessariamente con il gruppo base di appartenenza
ed ha un percorso
specifico, ispirato al RICA. Chi entra nel
cammino catecumenale non
abbandona il cammino formativo e il gruppo
di base, che dà la
continuità, soprattutto nei casi in
cui non tutti i ragazzi di
un gruppo accedano insieme al catecumenato.
2.3 l.ordine dei
sacramenti
L.ORDINE DELLA CELEBRAZIONE DEI SACRAMENTI
DELL.INIZIAZIONE RITORNA AD ESSERE L.ORIGINARIO:
Battesimo, Cresima,
Eucaristia. La Cresima può essere
celebrata insieme
all.Eucaristia. La Penitenza é celebrata
nella Quaresima
dell.anno di catecumenato.
2.4 la famiglia
LA
FAMIGLIA DIVENTA INTERLOCUTORE PRIMO E NON
PIU. MARGINALE. Questo
implica un agire pastorale volto a- sensibilizzare
la famiglia
aiutandola a riscoprire la propria identità
in ordine alla
fede e all.educazione nel rispetto delle
diverse situazioni di
partenza; - essere accanto alla famiglia
nel porsi il problema
dell.educazione religiosa in modo non formale
(adempimento a scadenze
programmate: Prima Comunione, Cresima, ecc.)
ma il più
possibile vitale;- offrire occasioni di conoscenza
e di incontro
perché cresca, anche tra le famiglie,
lo spirito della
comunità che cammina insieme; - offrire
percorsi specifici per
i genitori.
2.5 l.insieme della
comunità
TUTTA LA COMUNITA. E. INIZIATRICE ALLA FEDE.
Occorre dunque risvegliare la sua vocazione-
di accoglienza; - di
testimonianza; - di celebrazione. Un primo
passo può essere
l.attenzione a far percepire il cammino dei
ragazzi e dei giovani
come proprio, nella figliolanza spirituale
e nella fraternità.
Per questo molte
19 tappe del cammino
saranno legate al cammino di tutta la comunità
convocata
intorno alla Parola e ai Sacramenti.
2.6 i catechisti
Questo progetto regge se
ha un.anima, una testa e delle gambe. Un.anima
E. la riscoperta
personale e comunitaria del dono della fede
cristiana, del tesoro che
è posto nella nostre mani. Senza quest.anima
ci si riduce ad
elaborare una strategia e ci si sposta su
altri criteri, di successo,
efficenza e organizzazione. Un progetto così
deve radicarsi
invece nel terreno della spiritualità.
Questo significa che ai
catechisti, anzitutto, e a tutte le altre
figure che saranno
coinvolte, é necessario proporre uno
specifico e straordinario
cammino di fede e di formazione. E. un dovere
fondamentale della
comunità e non riguarda i catechisti
in quanto tali ma i
cristiani giovani e adulti. E. pensabile
che tutti i catechisti della
parrocchia (vecchi e nuovi) .ricomincino
da capo., insieme, un
itinerario personale di formazione, sintonizzato
sulle tappe e sui
contenuti di questo progetto e che abbiano
un punto di riferimento
stabile per la propria formazione di giovani
o di adulti. L.impegno
dei catechisti in questo progetto rinnovato
è vincolato alla
disponibilità a compiere questo cammino
personale. Non é
infatti accettabile una figura di catechista,
.sbiadita. o latitante
sul piano della formazione, che riproponga
in un progetto nuovo tutte
le zavorre di una figura di catechista standard
del passato. Una
testa Rappresenta l.esigenza costante della
verifica. Alle varie
tappe del progetto deve corrispondere una
seria verifica. Anche
l.insieme del progetto, essendo sperimentale,
andrà ogni anno
verificato, confrontato, rivisto e, se necessario,
corretto.
Le gambe Occorre dare
corpo, in forma di contenuti, esperienze,
metodi, alle tappe indicate
nel progetto. E. un lavoro che deve restare
continuamente aperto,
sulla base della verifica. Occorre anche
.mobilitare. tutte le
energie necessarie e riformulare il progetto
in parrocchia in modo
proporzionato alle energie a disposizione.
2.7 le
associazioni
Azione Cattolica e AGESCI costituiscono una
modalità
associativa per compiere il cammino di base.
Esse sono invitate a
riconoscersi nel medesimo progetto ecclesiale
e ad integrarsi
conservando la propria specificità
e concordando i momenti
comuni del cammino con tutti i ragazzi e
i giovani della parrocchia.
Chi percorre il cammino associativo non é
tenuto a frequentare
altri cammini paralleli. Il tempo del catecumenato
é però
gestito direttamente dalla parrocchia per
tutti.
20 3.1 l.attrattiva dei
valori più che l.imposizione di una
nuova legge e di nuovi
doveri verso la parrocchia. 3.2 la vicinanza
della comunità
alle famiglie per risvegliare attenzione
alla vita famigliare,
all.educazione, alla spiritualità
ed anche un.amicizia tra le
famiglie che aiuti a vivere.
3.3 la valorizzazione di
ogni situazione di partenza della famiglia,
possibile se crescono la
fiducia, la chiarezza, la comunicazione capaci
di sciogliere le
durezze della diffidenza e della paura (reciproca
tra famiglia e
chiesa) del giudizio.
3.4 il terreno comune
della vita e della persona con le sue domande.
3.5 l.investimento sulla
verità e la bellezza del vangelo come
offerta di libertà
e di vita per i piccoli e per i grandi.
3.6 un cammino per
tutti
i ragazzi e per tutte le famiglie della parrocchia,
non
riservato a un elite. Il cammino di base
(di evangelizzazione) ha una
caratteristica missionaria. Alcuni atteggiamenti
2 I nomi (azzurro, verde,
ecc.) sono provvisori e solo indicativi.
Nella stesura definitiva i
nomi delle
tappe saranno precisi e probabilmente faranno
riferimento a personaggi o a situazioni della
Bibbia.
4.1 cammino battesimale
con i genitori (0/7 anni)
a) ANNO DEL BATTESIMO (0/1)
I
genitori che chiedono il battesimo dei bambini
vengono invitati
insieme a due/tre incontri di dialogo e di
confronto sul tema della
fede e di preparazione del rito del battesimo,
animati dal sacerdote
insieme ad una coppia di sposi. E. anche
interessante pensare di
proporre un avvio di questo cammino già
durante la gravidanza,
per la preziosità di questo tempo
e la sua forte carica
religiosa/simbolica. Il tempo dell.attesa...
+ SCHEDA 1 in
appendice
b) PRIMO ACCOMPAGNAMENTO (2/4 anni)
Successivamente
viene proposto un percorso dedicato alla
riscoperta della fede
cristiana nei suoi tratti essenziali con
un.attenzione particolare
all.educazione religiosa
dei bambini. E. un vero e proprio cammino
dei genitori che li accompagna fino alla
tappa successiva e che
intende accogliere ed evangelizzare i .giovani/adulti.
Sposati nel
momento in cui vivono un.esperienza così
bella e nuova quale è
la nascita di un figlio. Punto di riferimento
del cammino - nella
seconda parte - può essere il Catechismo
dei Bambini .Lasciate
che i bambini vengano a me..
+ SCHEDA 2 in appendice
c) SECONDO
ACCOMPAGNAMENTO (5/7 anni)
Iniziano le proposte direttamente ai
bambini. La struttura del cammino
22 Obiettivo di questi
tre anni é di offrire prime esperienze
di incontro comunitario
dei bambini (gioco, incontro, evangelizzazione)
insieme alla famiglia
e di far sentire la presenza di una .famiglia.
più grande, la
famiglia dei cristiani. Ogni incontro (mensile)
e. affiancato da un
incontro dei genitori, ai quali viene proposto
di seguire il cammino
dei bambini .da genitori. in famiglia come
educatori nella fede,
anche secondo il percorso dei temi (gli atteggiamenti
fondamentali
dell.esperienza religiosa: mistero, gratitudine,
attenzione, stupore,
ecc.) che verranno richiamati negli incontri
dei
bambini.
+
SCHEDA 3 in appendice
4.2 CAMMINO DI BASE (8/10 anni)
Questo
tempo é dedicato ad entrare nei .tempi.
della comunità
cristiana che si incontra, scanditi dall.anno
liturgico, conosciuti
mediante esperienze e attività in
cui i bambini sono
protagonisti e che coinvolgono la loro famiglia
e la comunità
tutta e a.conoscere. la storia della salvezza.
I bambini avranno modo
di .vedere. la comunità cristiana
nel suo cammino e nellesue
dimensioni: la celebrazione, la preghiera,
la festa, la carità,
la missione, ecc. E.anche il tempo di un
primo approccio sistematico
alla Bibbia.
+ SCHEDA 4 in appendice
ANNO DEL CAMMINO
CATECUMENALE
A cominciare dai 10 anni, ogni anno viene
proposto
l.ingresso nel catecumenato, che conduce
alla celebrazione della
Cresima e alla partecipazione piena all.Eucaristia.
E. il percorso -
riscritto - del RICA nelle sue tappe essenziali.
Presuppone la
partecipazione attiva al percorso di formazione
ordinario e la sua
prosecuzione. La prima celebrazione sacramentale
della Penitenza
avviene
nel tempo quaresimale. Ogni anno poi, nella
Veglia
Pasquale, si farà memoria dei sacramenti
ricevuti.
+ SCHEDA
5 in appendice
23 4.3 anni gialli (11/12
anni)
Il cammino é incentrato sulla crescita
del ragazzo
preadolescente e sulla evangelizzazione di
questa crescita, alla luce
dei sacramenti ricevuti (mistagogia). + SCHEDA
6 in appendice (in
preparazione)
4.4 anni rossi (13/15
anni) Il cammino é incentrato sulla
crescita del ragazzo
adolescente e sulla evangelizzazione di questa
crescita, alla luce
dei sacramenti ricevuti. + SCHEDA 7 in appendice
(in preparazione)
4.5 anni blu (16/18 anni)
Il cammino é incentrato sulla crescita
del ragazzo adolescente
e sulla evangelizzazione di questa crescita
in chiave vocazionale,
aperta al riconoscimento del proprio posto
nella chiesa e nel
mondo. + SCHEDA 8 in appendice (in preparazione)
Con il diciottesimo
anno termina questo cammino. Da questo momento
le proposte di
formazione e di servizio assumono forme diverse.
24 Quanto ai contenuti le
tappe del cammino verranno preparate in riferimento
al Progetto
Catechistico Italiano (CEI) al materiale
del Centro Salesiano
Pastorale Giovanile, Itinerari di educazione
alla fede/ Una proposta
pedagogica - pastorale, ed. LDC. Il catecumenato
verrà
preparato in riferimento al RICA opportunamente
adattato al Progetto
Catechistico Italiano (CEI)
Il metodo che ispira la stesura del
progetto é quello indicato nella NOTA
DELL.UFFICIO
CATECHISTICO NAZIONALE .Il catechismo per
l.iniziazione cristiana dei
fanciulli e dei ragazzi., capitoli 1 e 2,
che riportiamo
integralmente in appendice. Contenuti e metodo
25 6.1
Non rischiate
di fare scappare la gente? Cammino troppo
impegnativo. Bisogna
accontentarsi di poco. E. già molto
se i genitori mandano i
bambini. Comunque fare la comunione e la
cresima é sempre una
parola buona che ricevono, non importa se
non ascoltano. Servirà
domani...
6.2 Vi illudete facendo
dei progetti. I progetti servono a poco.
Bisogna presentare Gesù
Cristo. Serve la fede e la testimonianza,
non la pedagogia.
6.3 Puntate molto sulla
famiglia. Ma se la famiglia non si lascia
coinvolgere o, per altri
motivi, non é presente come dovrebbe?
Cosa farete?
6.4 La prima comunione
così avanti non é privare di
un dono?
6.5 La prima
comunione era così bella da piccoli.
Prendiamoli finché
ci sono.
6.6 Ci vogliono catechisti preparati e non
improvvisati
come a volte accade. Siamo Domande aperte
26 pronti? Ci vuole anche
una comunità cristiana matura...
6.7 Molti genitori se ne
andranno (in altre parrocchie), dove il cammino
é tradizionale
e non si fanno tante storie.
6.8 Il problema é ancora più
radicale: il battesimo dei bambini. Voi ci
girate intorno ma il
problema è lì. Oggi é
chiesta una scelta
consapevole, da giovani o da adulti, come
era all.inizio del
cristianesimo.
6.9 Dare così
fiducia alle associazioni é molto
rischioso. L.Agesci, ad
esempio, garantisce davvero un cammino ecclesiale
come voi auspicate?
E la parrocchia non rischia di dividersi?
6.10 Non ci sono accenni
ai catechismi CEI. Come pensate di usarli?
6.11 Avete sostituito
uno schema vecchio con uno schema nuovo.
Ma il problema é
invece proprio di uscire dagli schemi e di
permettere dei cammini più
personalizzati.
6.12 E nelle parrocchie
piccole? In montagna? E. praticabile una
proposta del genere?
6.13
Ci sarà il coraggio di dire dei no,
come lasciate intendere
quando parlatedell.accesso al catecumenato?
27 Appendice - Le schede
dei vari anni - Stralci dal documento dell.Ufficio
Catechistico
Nazionale
28 1. Preparazione 3
incontri - in casa - insieme in Parrocchia
- insieme in Chiesa
guidati dal Sacerdote (1° e 3°) e
da coppie ( 2° )
2. Celebrazione 4 volte
all. Anno - Ottobre - Gennaio (Battesimo
di Gesù) - Pasqua
(Veglia o domenica in Albis) - Giugno nella
messa o in una festa
della comunità + festa dei battezzati
a fine anno e incontro
delle rispettive famiglieObiettivo Scelta
consapevole del Battesimo e
valorizzazione della celebrazione per ritrovare
il gusto della fede e
dell.appartenenza alla Chiesa.
ANNO DEL BATTESIMO ( 0 /
1 ) Scheda 1
29 Tempo
3 anni con Programma ciclico a) Incontri
con i genitori Due incontri prima di ogni
tempo forte (Novembre -
Febbraio - Aprile) b) Catechesi familiare
nei tre tempi forti c) Una
Celebrazione comunitaria per ogni tempo forte
Metodo Condivisione di
una esperienza essenziale e significativaObiettivo
riscoperta della
fede dei genitori e impostazione di uno stile
di vita familiare che
fa riferimento alla fede.
PRIMO ACCOMPAGNAMENTO
(2/4 anni)
Scheda 2 IL CAMMINO
BATTESIMALE CON I GENITORI
Premessa Le coppie che chiedono il
Battesimo per i loro bambini spesso sono
isolate, non inserite nella
comunità cristiana e neppure nel quartiere.
Altrettanto spesso
sono lontane dall.esperienza della fede e
quindi refrattarie nei
confronti del discorso religioso e soprattutto
nei confronti della
Chiesa. Il bambino generalmente le occupa
e preoccupa molto per cui
il tempo da dedicare alle nostre proposte
è .limitato.. La
nascita del figlio - soprattutto se la coppia
è giovane - ha
contraccolpi talvolta anche piuttosto forti
sulla vita di coppia. La
presenza del figlio infatti non permette
spesso una comunicazione
vera ed approfondita fra gli sposi. La donna-mamma
spesso si
identifica nel ruolo di madre dimenticando
quello di sposa.
30 Metodo Accoglienza:
sarà molto importante far sì
che i genitori si sentano
accolti, per questo coppie di sposi e sacerdote
si dovranno impegnare
molto a far sì che le persone si sentano
a loro agio.
L.accoglienza inizia dall.invito che dovrà
esser chiaro e
fatto in modo tale che le persone sappiano
bene di che cosa si
tratta. Accogliere vuol dire porre al centro
le persone ancor prima
dei contenuti che si vuole trasmettere. Condivisione:
il cammino
dovrà essere condiviso dai genitori
che si sentiranno
protagonisti del cammino stesso. Le coppie
animatrici e il sacerdote
dovranno imitarsi a dare spunti per la riflessione.
Obiettivi Fare in
modo che le persone si conoscano. Aiutare
i genitori a percepire il
.mistero. che sono i loro figli.Aiutare i
genitori ad interrogarsi su
che cosa vuol dire educare un figlio Aiutare
i genitori a
.condividere. l.educazione Aiutare i genitori
a comprendere che cosa
vuol dire educare alla fede riproponendosi
personalmente il problema
della fede. Riprendere (quando questo è
possibile) le
tematiche legate alla vita matrimoniale.
Creare gruppo. Contenuti I
contenuti sono facilmente reperibili sul
Catechismo dei bambini da 0
a sei anni. Quando incontrare i genitori
Il giorno più
indicato per l.incontro è la Domenica,
il giorno della
festa,della preghiera e del riposo. Come
incontrare i genitori
Provvedere alla presenza di persone (mamme)
disponibili ad accudire i
bambini.Preparare un.aula accogliente. Accogliere
le persone cercando
di favorire ilsuperamento dell.inevitabile
disagio. Stare con loro
senza preoccuparsi troppo del tempo che passa
e dei contenuti da
trasmettere. Fare un.oretta di incontro sui
temi stabiliti,
concludere con una preghiera e la merenda
sia per i piccoli che per i
grandi. Non dovrà mancare un momento
di revisione
dell.incontro con la richiesta ai presenti
di offrire il loro
contributo di idee per l.organizzazione del
prossimo incontro la cui
data sarà stabilita dal gruppo prima
della conclusione
dell.incontro stesso.
3 Tempo 3 anni con
programma ciclico a) Incontri dei bambini
e dei genitori con
frequenza mensile + 2 in Avvento e 2 in Quaresima
(10 incontri) b)
Catechesi familiare c) Tre feste distribuite
nell.anno Metodo
Convocare, riunire e far incontrare genitori
e figli attorno ai beni
fondamentali della esperienza cristiana.
Obiettiv Consolidare una
spiritualità cristiana e condividere
con altre famiglie uno
stile di vita evangelico.
SECONDO ACCOMPAGNAMENTO
(5/7 ANNI)
Scheda 3
32 Tempo
3
anni con percorso ciclico (Ingresso con ISCRIZIONE)
Frequenza
incontro settimanale dei bambini e periodicamente
dei genitori
Percorso La storia della salvezza da scoprire
e rivivere come
comunità credente. Obiettivo Una preparazione
basilare, nelle
conoscenze, negli atteggiamenti, nelle capacità
e
nelle
esperienze fondamentali dell.esperienza religiosa.
Strumenti
Audiovisivi, Tavole Rotonde, Ricerche, Ritiri,
Visite Guidate,
Convivenze, Incontri significativi, Celebrazioni,
Audiovisivi, Tavole
Rotonde.
Scheda 4 CAMMINO DI BASE
(8/10 ANNI)
33 Scheda 5 IL CAMMINO
CATECUMENALE
Le tappe 1. OTTOBRE Nei gruppi o singolarmente
viene
fatta la proposta del tempo del catecumenato,
invitando ad una
risposta personale. Chi aderisce viene invitato
ad una duegiorni di
RITIRO (con partecipazione obbligatoria).
In questo ritiro viene
presentato il cammino del catecumenato e
la figura del discepolo di
Cristo. Viene richiamata la .rinuncia agli
idoli. dell.antico
catecumenato. Durante il ritiro i ragazzi
preparano la loro
.domanda..
2. NOVEMBRE - Visita alla
cattedrale ed in particolare al fonte battesimale.
- Incontro con il
Vescovo. - Celebrazione di memoria del battesimo,
insieme ai
genitori. Nell.Eucaristia della prima domenica
di Avvento: - Rito di
ammissione al catecumenato, unzione con l.olio
dei catecumeni e
consegna del VANGELO.
3. AVVENTO Tempo intenso
di ascolto personale e comunitario della
Parola (catechesi sul
Regno...)
Secondo ritiro.
4. GENNAIO e FEBBRAIO
(fino all.inizio della Quaresima) Nell.Eucaristia
della domenica del
Battesimo del Signore:- consegna del SIMBOLO
APOSTOLICO (Traditio)
5.
QUARESIMA e PASQUA - Ritiro nella prima domenica
di Quaresima. Con il
Vangelo delle tentazioni di Gesù nel
deserto il cammino si
caratterizza come penitenziale. - Catechesi
e .prove. legate alle tre
tentazioni di Gesù. .Verifica della
vita..
34- Nella domenica
quaresimale del perdono: celebrazione sacramentale
della
Riconciliazione. - Sabato Santo: giornata
di ritiro in preparazione
alla celebrazione della Veglia Pasquale in
cui i ragazzi faranno la
PROFESSIONE DI FEDE (Redditio). Se é
possibile questa sarà
anche la notte di celebrazione della Cresima
e dell.Eucaristia che,
diversamente, saranno - con un.unica celebrazione
- in una delle
domeniche del tempo pasquale.
5. TEMPO PASQUALE Tempo
della mistagogia: - animazione dell.Eucaristia
domenicale e incontro
con esperienze ecclesiali significative.
Esperienze di educazione
alla preghiera.
Nota Alla preparazione
specifica della Cresima e dell.Eucaristia
viene dedicato il tempo
immediatamente precedente le celebrazioni
ma tutto il cammino
catecumenale guarderà continuamente
a questi Doni. Questo
cammino catecumenale ha bisogno della figura
di un padrino o di una
madrina che siano realmente significativi
in ordine alla vita
cristiana, superando la prassi attuale che
ha quasi completamente
dimenticato questo criterio invece essenziale
(se si vuole mantenere
la figura del padrino). Prosegue l.accompagnamento
dei genitori che
saranno presenti soprattutto dei momenti
più forti e nei
passaggi di questo anno speciale.
35 Il documento