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Informazioni sul Catecumenato in Italia

a cura del

SERVIZIO NAZIONALE PER IL CATECUMENATO

UFFICIO CATECHISTICO NAZIONALE   -   UFFICIO LITURGICO NAZIONALE

presso la

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

circonvallazione Aurelia 50 - 00165 ROMA

1998, n. 1 - pro manuscripto -

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La Pasqua del 1997 è la data di pubblicazione della Nota Pastorale del Consiglio Episcopale Permanente: L' Iniziazione Cristiana. 1. Orientamenti per il catecumenato degli adulti .  Ci preme considerare tale inizio come il segno di una disponibilità all'azione dello Spirito, che rinnova le nostre Chiese. "E' lo Spirito che apre la Chiesa verso tutti i popoli per evangelizzare le diverse culture e allo stesso tempo spinge le singole persone verso la Chiesa, perché sia comunità che annuncia e che accoglie"(n.1).

 

Un segno dei tempi di questo fine secolo

 

Con le parole di H. Bourgeois, che apriva  il Colloquio Intercontinentale sul Catecumenato, nel 1993, possiamo notare in primo luogo l'importanza d' uno dei segni dei tempi in questo fine secolo: "alcune persone cominciano a credere ".

Il segno che esse danno non è quello della fedeltà, ma quello del coraggio per decidersi, del dono divino che prende in esse la forma della conversione, della trasformazione personale, che si realizza lungo il cammino catecumenale. E' cosa abituale, si potrebbe dire; invece è realtà ogni volta meravigliosa. Il vangelo ha bisogno oggi non solo di segni come la fedeltà nella vita cristiana, il coraggio di certe persone e di certi gruppi per lavorare in favore della giustizia o per partecipare alla ricerca etica, ma ha bisogno anche del segno di coloro che iniziano.

All'inizio: è parola che non solo ci richiama la creazione del mondo, ma pure il primo germe del vangelo nel cuore delle persone, di un gruppo, di una cultura. Ed il segno del   si ritrova nel catecumenato, che dona a questo dono di Dio un terreno, un'ossatura ed una forma. Per noi l'espressione  è familiare. Essa qualifica l'insieme del percorso catecumenale, caratterizzato dalla catechesi, dal lavoro spirituale, dalla scoperta della Chiesa concreta, dall'allenamento nella preghiera, ecc.

 L'iniziazione cristiana non è quindi solamente una , una integrazione nella Chiesa. E' una , un'opera del Vangelo. Ed è pure una , una azione evangelica che porta a compimento la creazione e dona una possibilità di vita nuova.

I catecumeni e i battezzati che ricominciano a vivere secondo il vangelo non sono solo persone da accogliere nella Chiesa, una aggiunta al  già radunato. Sono invece persone che, possono divenire un potenziale di novità per la comunità cristiana.

 

 

Alcune date e appuntamenti importanti

per la pastorale del catecumenato

 

 

Istituzione del Gruppo nazionale per il catecumenato

 

Il 12 settembre 1993, mons. Dionigi Tettamanzi, segretario generale della C.E.I., istituiva presso la Segreteria Generale un Gruppo nazionale di lavoro, in vista di istituire, successivamente, un "Servizio nazionale per il catecumenato. Per coordinare il gruppo di lavoro mons. Tettamanzi nominava don Walther Ruspi, della Diocesi di Novara.

 

 

Programma di lavoro affidato dalle Commissioni Episcopali

 

Dopo la prima riunione, avvenuta il 13 settembre 1993, i membri del Gruppo nazionale di lavoro, riceveva dalle Commissioni Episcopali per la fede e la catechesi e per la liturgia alcuni compiti specifici:

- ispezionare tutta la problematica connessa con la scelta pastorale del catecumenato;

- rilevare il movimento evangelizzante per gli adulti non battezzati presente nelle diocesi italiane (direttori, sinodi, centri catecumenali diocesani, ecc)

- proporre orientamenti che richiamino le grandi indicazioni del RICA e sollecitare l'emanazione di norme diocesane;

- riflettere sui contenuti da proporre per gli itinerari di fede per il tempo del primo annuncio, della catechesi catecumenale e della mistagogia;

- proporre un arricchimento degli itinerari di fede, in modo che sia più grande il rapporto tra la catechesi, la liturgia e l'impegno cristiano dei catecumeni.

 

 

Pubblicazione della Nota per il catecumenato degli adulti

 

Il 30 marzo 1997, Domenica di Pasqua, veniva pubblicato la Nota pastorale della Consiglio Episcopale Permanente: L'iniziazione cristiana. 1. Orientamenti per il catecumenato degli adulti. Veniva, così, portato a termine il primo compito affidato dai Vescovi al Gruppo nazionale.

 

 

Studio sul problema pastorale del catecumenato dei fanciulli-ragazzi

 

Dal mese di aprile del 1997, il Gruppo di lavoro per il catecumenato ha affrontato lo studio del secondo itinerario catecumenale, corrispettivo al cap. V del RICA: l'Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi.

 

 

Confronto di esperienze diocesane

 

Infine, si è avviato un primo lavoro di confronto, di raccolta e valutazione delle prime esperienze diocesane, attraverso una iniziale rete di responsabili diocesani. Il Seminario di studio promosso dalla C.E.I., per presentare la Nota pastorale sul catecumenato degli adulti, è un primo incontro ufficiale, attraverso il quale si possa consolidare una rete di comunicazione tra le nostre diocesi, su tutta la nuova e vasta problematica del "cominciare" o del "ricominciare" a credere, oggi, da parte degli adulti e dei giovani.

 


 

Seminario di studio su

 

 

L' INIZIAZIONE   CRISTIANA

1. Orientamenti per il catecumenato degli adulti.

Nota pastorale del Consiglio Episcopale Permanente

 

Roma, Casa dell' Assunzione, giovedì 29 gennaio 1998 (ore 9,00 - 18,00)

 

 

Le finalità del Seminario di studio possono essere indicate in tre aspetti:

 

a) presentazione della Nota pastorale del Consiglio Permanente Episcopale sull' Iniziazione Cristiana. 1. Orientamenti per il catecumenato degli adulti.

 

b) comunicazioni di esperienze realizzate nelle nostre Diocesi, con attenzione specifica al pre-catecumenato e alla sua dimensione di accoglienza.

 

c) indicazione di obiettivi e strumenti utili ad avviare in Italia una pastorale del catecumenato

 

PROGRAMMA

 

ore 9.00            Preghiera d'inizio

 

ore 9.15            Presentazione del Seminario di studio

                        a cura del prof. don Walther RUSPI

 

                        Introduzione

                        mons. Lorenzo CHIARINELLI

                        Presidente della Commissione Episcopale per la fede e la catechesi

                        e

                        mons. Luca BRANDOLINI

                        Presidente della Commissione Episcopale per la Liturgia

 

ore 9.30            Comunicazioni:

                        Prof. don Giuseppe CAVALLOTTO,

                        Chiesa e catecumeni verso il Battesimo

 

                        Prof. padre Pietro SORCI,

                        Le celebrazioni catecumenali

 

ore 11.30            Prof. don Andrea FONTANA

                        Come avviare una pastorale del catecumenato

                        Interventi

 

ore 15.00            Comunicazioni di esperienze diocesane sul pre-catecumenato,

                        in particolare sul momento dell'accoglienza.

                        Bologna, Firenze, Milano, Palermo, Roma.

 

ore 16.00            Interventi e sintesi propositive del seminario

 

ore 18.00            Conclusione dei lavori

 

 


Presentiamo la relazione tenuta da Pietro Sorci al Seminario di studio.

 

LE CELEBRAZIONI DEL CATECUMENATO

 

Nella liturgia la Chiesa fa memoria e si riappropria del mistero pasquale, vertice della storia salvifica e proprio atto di nascita, verso il cui definitivo compimento essa cammina piena di speranza. Ridice a Dio e a se stessa la pasqua di Cristo, con le letture, i canti, la lode, la benedizione, il rendimento di grazie, la supplica, l'intercessione, i gesti, movimenti, atteggiamenti, silenzi, suoni, spazi, tempi, immagini, colori; facendo appello alla volontà, alla fantasia, al sentimento, alla corporeità.

Anche se la liturgia è azione gratuita per eccellenza e non ha altro scopo che la lode di Dio, essa perciò possiede una straordinaria efficacia psicologica, sociologica, pedagogica, in ordine alla interiorizzazione dei contenuti della fede, alla creazione e al consolidamento del senso di appartenenza alla Chiesa, al rafforzamento del senso cristiano della vita e della visione cristiana del mondo e della storia, alla pacificazione interiore.

Nasce da qui l'utilità anzi la necessità delle celebrazioni liturgiche nel tempo del catecumenato. Esse hanno valore non solo per coloro che chiedono di entrare a far parte della Chiesa, ma anche per la comunità che li accoglie e si stringe intorno ad essi, e che in esse rivive l'itinerario della propria rinascita, rinnova la propria adesione a Cristo ed esercita la carità ecclesiale. Di fatti da quando esiste il catecumenato si è sempre sentito il bisogno di celebrazioni. E quando nel secolo scorso si cominciò a reintrodurre il catecumenato, in assenza di esperienze e di indicazioni nei libri liturgici, si cerco di sottolineare i vari momenti e passaggi attraverso segni ingenui quanto maldestri, come consegna di medaglie e crocifissi, comunque spia di una esigenza profonda.

Ora come opportunamente sottolinea la Nota pastorale sul catecumenato (n. 26), il processo dell'iniziazione cristiana è un cammino di conversione e di crescita nella fede, originato dall'azione di Dio, vissuto nella comunità che accoglie e accompagna, fondato sull'impegno personale di risposta a Dio e di cambiamento di mentalità e di costume, sostenuto dall'ascolto della parola di Dio, dalla catechesi, da esercizi ascetico-penitenziali. In quanto tale esso non può fare a meno riti e celebrazioni.

 

Ammissione al catecumenato

La prima celebrazione a cui colui domanda di entrare nella Chiesa partecipa è l'ammissione al catecumenato. Questa esige previamente un giudizio di idoneità che prenda in considerazione: i motivi della scelta di diventare cristiano, l'assimilazione dei primi elementi della vita spirituale e della vita cristiana, l'inizio della conversione e la volontà di mutare vita ed entrare in rapporto con Dio, un incipiente senso della penitenza e avvio alla preghiera, una prima esperienza della comunità.

Con questo rito il simpatizzante manifesta alla Chiesa la volontà di essere discepolo di Cristo e di ricevere il battesimo; la Chiesa da parte sua lo ammette e gli notifica l'accoglienza di Dio e la prima consacrazione. Può essere opportuno che il candidato manifesti la sua scelta indirizzando al parroco o al vescovo una lettera nella quale esprime la libera volontà di diventare cristiano, ne precisa le motivazioni, si impegna ad approfondire la sua formazione in vista del battesimo.

La celebrazione ha luogo in giorni stabiliti dell'anno, con la partecipazione della comunità, può avvenire, anche all'inizio della messa domenicale. Potrebbe essere la seconda domenica di avvento, quando risuona nella liturgia l'invito del Battista a preparare nel deserto la via al Signore, oppure nella seconda o terza domenica del tempo ordinario quando la liturgia propone la chiamata dei primi discepoli.

La celebrazione si apre con un canto adatto, e l'accoglienza dei simpatizzanti accompagnati dai garanti, davanti alla porta o all'ingresso della chiesa, casa della comunità cristiana (evidentemente se il clima o la situazione meteorologica lo consigliano, anche in un luogo diverso da cui sia facile comunque muovere processionalmente verso la chiesa). Il rituale francese raccomanda un saluto cordiale e caloroso da parte del celebrante, che manifesti la gioia di tutta la comunità. I simpatizzanti domandano la fede per avere la vita eterna, ed esprimono l'impegno a incamminarsi per la via delle fede e della vita eterna sotto la guida di Cristo, e i garanti si impegnano dinanzi alla Chiesa ad aiutarli nella ricerca di Cristo.

La comunità risponde con il rendimento di grazie a Dio e la segnazione con la croce simbolo della protezione di Cristo e primo segno ecclesiale dell'appartenenza al Signore sulla fronte, sui sensi (orecchi, occhi, bocca, petto, spalle), e su tutto il corpo, compiuto dal celebrante aiutato dai garanti. Il Rituale prevede che al segno di croce si possa aggiungere la consegna e degustazione del sale, una volta tradizionale, simbolo di accoglienza e ospitalità nella Chiesa (RICA 89). Se è il caso, viene imposto un nome nuovo, il nome cristiano, almeno in aggiunta a quello di nascita.

Si entra in chiesa al canto del salmo 33 (Benedirò il Signore in ogni tempo), per prendere parte insieme ai fedeli alla mensa della parola. Viene portato processionalmente il libro delle Scritture e si fanno le letture. Quelle indicate dal rito sono la chiamata di Abramo Gn 12,14; Sal 32 (Volgiti a noi, Signore, in te speriamo); e il vangelo di Gv 1,35-42 (Ecco l'agnello di Dio...Abbiamo trovato il Messia). Al termine della lettura viene consegnato ai nuovi catecumeni il vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio, invito ad ascoltare la parola di vita e a conformare ad essa l'esistenza. Il rito ha termine con la preghiera litanica per i catecumeni, l'orazione conclusiva e il congedo.

Il catecumenato si estende dall'ammissione alla celebrazione dell'elezione, in senso lato fa parte pure del catecumenato anche il tempo della purificazione e illuminazione. Esso è l'apprendistato e il tirocinio, sufficientemente lungo, della vita cristiana, la cui durata concretamente dipende dalla grazia di Dio, dall'impegno del catecumeno, dall'ordinamento del catecumenato stesso. Questa maturazione si attua per quattro vie: catechesi, esperienza cristiana, appositi riti e celebrazioni, testimonianza apostolico-missionaria.

I riti propri del tempo del catecumenato sono: celebrazioni della parola, gli esorcismi minori, le benedizioni, la partecipazione alla liturgia della parola della messa domenicale insieme ai fedeli, dopo la quale i catecumeni dovrebbero essere congedati. Inoltre può essere anticipata a questo tempo l'unzione con l'olio dei catecumeni, eventualmente ripetuta più volte.

Ugualmente possono essere anticipate al periodo del catecumenato le consegne del Simbolo e della Preghiera del Signore, per facilitare la loro catechesi. La nota pastorale suggerisce l'anticipazione del Simbolo.

Gli esorcismi sono riti penitenziali che esprimono la lotta tra la carne e lo spirito, il valore della rinuncia per conseguire le beatitudini del regno, il continuo bisogno dell'aiuto divino (RICA 101). Si svolgono durante le celebrazioni della parola, all'inizio, o preferibilmente alla fine della riunione catechistica. Può essere opportuno farli in qualche messa domenicale, alla presenza di tutta la comunità, quando la tematica della lettura evangelica lo suggerisce. Possono essere celebrati dal sacerdote e fuori della messa dal diacono, o anche dal catechista autorizzato dal vescovo.

Le Benedizioni significano l'amore di Dio che si manifesta nella viva sollecitudine della Chiesa, perché i catecumeni possano ricevere incoraggiamento, pace e gioia per proseguire nel loro laborioso cammino. Sono impartite a conclusione della riunione catechistica o della liturgia della parola. Può essere opportuno impartirle nella messa dominicale dopo l'omelia prima di congedare i catecumeni.

Le Celebrazioni della parola sono raccomandate soprattutto di domenica. Permettono di approfondire la parola di Dio in contesto celebrativo di canto e di preghiera, aiutano a scoprire nuovi aspetti e forme della preghiera, introducono gradualmente alla comprensione dei segni, azioni, tempi liturgici, e educano alla santificazione del giorno del Signore. Contemporaneamente è necessario aver cura di introdurre i catecumeni a partecipare alla prima parte della messa domenicale, avendo cura di benedirli e congedarli prima della professione di fede e della preghiera universale.

Questo congedo ha un grande valore pedagogico, per i catecumeni e per gli stessi battezzati, che non deve essere minimizzato: fa desiderare la partecipazione, crea la coscienza della necessità della preparazione che non è soltanto catechistica, ma spirituale e sacramentale, educa catecumeni e comunità a superare la mentalità corrente del tutto e subito.

 

Elezione

Cardine di tutto il catecumenato, conclude il tempo del catecumenato e introduce in quello della purificazione e illuminazione. Essa manifesta l'elezione e la scelta operata da Dio. Prima di procedere ad essa si richiede il giudizio di idoneità sui candidati da parte del vescovo e degli accompagnatori (sacerdoti, diaconi, catechisti, garanti, padrini, delegati della comunità).

L'elezione viene fatta dal vescovo in cattedrale nella prima domenica di quaresima. Dopo la liturgia della parola i catecumeni vengono presentati al vescovo con la notifica del giudizio di coloro che hanno curato la loro preparazione.

Si ha quindi l'iscrizione del nome e l'elezione: "N.N. Siete stati prescelti per essere iniziati ai santi misteri nella prossima veglia pasquale". Si potrebbe pensare per l'occasione alla consegna del crocifisso, segno suggerito dal RICA come possibilità al momento dell'ammissione al catecumenato (RICA 93). Quindi gli eletti dal vescovo vengono affidati alla comunità e ai padrini come rappresentanti della Chiesa, perché li conduca con sé alle celebrazioni pasquali.

Con l'elezione comincia il tempo della purificazione e illuminazione destinato a una più intima preparazione dello spirito e del cuore, cammino comunitario nel quale attraverso la liturgia e la catechesi liturgica i catecumeni insieme con la comunità locale si preparano alle feste pasquali e alla iniziazione sacramentale. In questa tappa la comunità locale è pienamente coinvolta e partecipa attivamente alle celebrazioni, anzi è essa che li conduce alla veglia pasquale. Celebrazioni tipiche del tempo della purificazione e illuminazione sono gli scrutini e le consegne.

Gli scrutini o riti penitenziali prebattesimali sono celebrazioni penitenziali che hanno lo scopo di mettere in luce le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate, e le buone qualità e le doti di fortezza e di santità, perché siano rafforzate (RICA 25,1). Hanno quindi lo scopo di purificare mente e cuore, fortificare contro la tentazione, rettificare le intenzioni, stimolare la volontà verso una più intima adesione a Cristo e un sempre più forte impegno nell'amore di Dio.

Gli scrutini si celebrano, possibilmente in parrocchia, nella III, IV e V domenica di quaresima con le letture dell'anno A, rispettivamente della samaritana, del cieco nato e di Lazzaro risuscitato. Si supplica il Padre e il Figlio suo Gesù Cristo di liberare la mente e il cuore del catecumeno dall'attaccamento al male e dall'inclinazione al peccato, che è misconoscenza del dono di Dio, cecità e morte, di purificarlo e sostenerlo nella ricerca di Cristo fonte di acqua viva, luce del mondo, risurrezione e vita.

Lo scrutinio si svolge al termine della liturgia della parola. Dopo l'omelia nella quale il sacerdote spiega, a partire dalle letture, il significato del rito, vengono chiamati gli eletti, i quali accompagnati dai padrini si collocano nel mezzo e si inginocchiano, si fa la preghiera litanica, conclusa da una orazione rivolta al Padre, il sacerdote impone le mani su ciascun eletto, quindi stendendo le mani sopra tutti gli eletti conclude con un'orazione a Cristo, salvatore e fonte di acqua viva, luce vera che illumina ogni uomo, risurrezione e vita di quanti credono in lui. Si potrebbe aggiungere allo scrutinio l'unzione con l'olio dei catecumeni.

La consegna del Simbolo, riassunto della fede trasmessa dagli apostoli e custodita fedelmente dalla Chiesa, esprime con intenso valore simbolico la vocazione missionaria della Chiesa e dei discepoli, chiamati ad annunciare senza sosta il mistero della salvezza compiuta in Cristo.

Con la consegna della preghiera del Signore insegnata da Cristo, sintesi e modello di ogni preghiera cristiana, invece la Chiesa trasmette agli eletti le parole con le quali, una volta resi figli di Dio con il battesimo, insieme ai loro fratelli potranno rivolgersi al Padre del Signore Gesù Cristo. Queste consegne tradizionalmente hanno luogo in giorni feriali dopo il primo e dopo il terzo scrutinio con le letture proprie. Tra le letture per la consegna del Simbolo spiccano il kerigma apostolico di 1 Cor 15,1-8, la professione di fede di Pietro di Mt 16,13-18, e la solenne dichiarazione di Gesù: Sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre, di Gv 12,44-50. Dopo l'omelia nella quale a partire dalle letture viene spiegato il significato del Simbolo, sintesi della catechesi trasmessa che sarà professata nel battesimo e dovrà essere testimoniata in tutta la vita, il celebrante dinanzi agli eletti pronunzia il Simbolo apostolico, quindi prega per gli eletti perché il Signore, sorgente di luce e di verità, conceda loro una scienza vera, una ferma speranza e una dottrina santa, affinché siano degni di ricevere la grazia del battesimo.

L'una e l'altra consegna potrebbero concretizzarsi nella distribuzione agli eletti di una pergamena con il testo rispettivamente del Simbolo e del Padre nostro. Per favorire la partecipazione della comunità, con i necessari adattamenti, le consegne potrebbero essere fatte nella seconda domenica di quaresima, quella di Abramo nostro padre nella fede, e della trasfigurazione, la consegna del Simbolo; e nella quinta, unita al terzo scrutinio, quella del Padre nostro, letto a conclusione dello scrutinio. L'una e l'altra tuttavia, possono essere anticipate al tempo del catecumenato, come un valido riferimento per la catechesi.

I riti del sabato santo

La vigilia dell'iniziazione sacramentale è per gli eletti e per tutta la comunità giorno di meditazione e di digiuno. A questo giorno sono assegnati: il rito dell'effatà, con cui si sottolinea la necessità della grazia perché l'uomo possa ascoltare la parola di Dio e professare la fede per la propria salvezza; l'unzione con l'olio dei catecumeni, simbolo della forza di cui devono essere rivestiti per professare la fede con le parole e le opere e per essere fedeli agli impegni della vita cristiana; la riconsegna del simbolo, che li prepara alla professione battesimale della fede e li istruisce sul dovere di annunziare la parola del vangelo. Nulla vieta di anticipare questi riti ad uno dei primi giorni della settimana santa in modo da rendere possibile la presenza della comunità cristiana.

 

Celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione

L'iniziazione cristiana si compie con la celebrazione di battesimo, confermazione ed eucaristia. Per mezzo del battesimo i nuovi credenti, uniti alla morte e risurrezione di Cristo, vengono liberati dal potere delle tenebre e, aggregati al suo popolo, diventano creature nuove; con la confermazione, segnati dal sigillo dello Spirito sono più profondamente configurati a Cristo, profeta, re e pastore e abilitati a spandere con una vita spirituale il buon odore di Cristo; nell'eucaristia celebrano con tutto il popolo di Dio il memoriale della morte e risurrezione del Signore: partecipano all'offerta del suo sacrificio offrendo se stessi come primizia dell'umanità redenta, al rendimento di grazie e alla supplica perché il Padre effonda su tutto il genere umano lo Spirito creatore e redentore, prendono parte al corpo e al sangue che riunisce quanti lo ricevono nella Chiesa ed è pegno di risurrezione.

L'iniziazione sacramentale ha luogo nella veglia pasquale con la celebrazione unitaria dei tre sacramenti ed è auspicabile che sia amministrata dal vescovo nella chiesa cattedrale. E' appena il caso di ricordare che in assenza del vescovo, il presbitero autorizzato a celebrare il battesimo di un adulto, ha la facoltà di amministrare anche la confermazione. Come tutti sanno, la celebrazione ha inizio con la liturgia della luce e l'annuncio pasquale.

Segue la liturgia della parola con le letture della creazione, del sacrificio di Abramo, del passaggio del mare, dei testi profetici di Isaia sulla città sposa, e sulla nuova alleanza, di Baruc sulla sapienza che cammina in mezzo agli uomini, e di Ezechiele sul raduno, l'aspersione con acqua pura, il cuore nuovo e lo spirito nuovo, la lettura di Romani 6, 3-11 sul battesimo come partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo, e il racconto evangelico della tomba vuota.

La liturgia battesimale inizia con la benedizione del fonte, preceduta dalle litanie dei santi. A questo punto gli eletti fanno la rinuncia a satana, a tutte le sue opere e seduzioni e la professione di fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, e vengono battezzati per infusione o immersione. Dopo la consegna della veste bianca e del cero acceso, segue immediatamente l'amministrazione della confermazione con l'allocuzione, l'imposizione delle mani e la preghiera epicletica, la crismazione e il saluto di pace.

La celebrazione culmina con l'eucaristia a cui i neofiti partecipano per la prima volta con la preghiera universale o dei fedeli, la presentazione dei doni simbolo dell'offerta di se stessi con Cristo al Padre, la preghiera del Signore, e la comunione al corpo e al sangue di Cristo.

L'iniziazione cristiana si celebra di norma nella veglia pasquale, madre di tutte le veglie, che con la presenza di tutta la comunità, le letture, i canti, le preghiere, i simboli rituali, costituisce il suo contesto naturale.

Se particolari circostanze dovessero esigere che l'iniziazione venga celebrata fuori della veglia, i sacramenti si celebreranno di domenica. In tal caso l'elezione deve avvenire circa sei settimane prima, dato il loro carattere penitenziale, non in una solennità, con le letture assegnate, gli scrutini si fanno ugualmente in una domenica o in un giorno della settimana.

 

Conclusione

Non c'è chi non vede l'opportunità, anzi la necessità e il dovere di curare con grande diligenza le celebrazioni del catecumenato, con le letture, i canti, le preghiere, i gesti, i segni, i ministeri.

Esse, oltre che rendere grazie a Dio per i figli che sta donando alla Chiesa e a implorare che la gestazione proceda sana e salvifica, contribuiscono a formare i catecumeni al senso liturgico e alla partecipazione alla liturgia, fanno rivivere a tutta la comunità l'itinerario della propria rinascita e la propria vocazione materna, e manifestano anche a chi non è cristiano, né per il momento desidera di esserlo, il vero volto della Chiesa.


INDIRIZZI

 

Gruppo di lavoro nazionale per il catecumenato - coordinatore don Walther RUSPI

presso CEI - UCN

 

internet            www.chiesacattolica.it/cei/uffici/ucn/prog9798

 

Servizi diocesani per il catecumenato

 

Bari                 Curia Arcivescovile - piazza Odegitria 30

                        - responsabile: don Vito MARZILIANO

 

Bologna            Curia Arcivescovile - via Altabella 6

                        - responsabile: don Amilcare ZUFFI

 

Firenze            Curia Arcivescovile - piazza S. Giovanni 3

                        - responsabile: don Filippo MARGHERI

 

Milano Curia Arcivescovile - piazza Fontana 2

                        - responsabile: don Paolo SARTOR

 

Palermo            Centro Catecumenale - via Sammartino 134

                        - responsabile: don Gioacchino GAMMINO

 

Roma   - Vicariato - piazza S. Giovanni 4

                        - responsabile: suor Lorenzina COLOSI

 

Torino  Curia Arcivescovile - via Arcivescovado 2

                        - responsabile: don Andrea FONTANA

 

LIBRI UTILI

per la conoscenza del RICA e del catecumenato

V. SAXER, Les rites de l'initiation chrétienne du II au VI siècle , Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto 1988.

AA.VV, L'iniziazione cristiana degli adulti. Modello tipico per la formazione cristiana , a cura di R. FALSINI, Edizioni Regalità, Milano 1992.

G. CAVALLOTTO, Catecumenato antico , EDB, Bologna 1996.

 

per la preparazione degli accompagnatori

AA.VV., Spazi liberi per il Vangelo ,  Dehoniane, Bologna 1993.

A. GIULIANI, Catecumenato in casa nostra , EDB, Bologna 1996.

C. ROCCHETTA, "Fare" i cristiani, oggi , EDB, Bologna 1996.

AA.VV., Iniziazione cristiana e catecumenato , EDB, Bologna 1996

 

per la preparazione di itinerari catecumenali

THOMAS PASCAL, Itinerari catecumenali per il battesimo dei giovani e degli adulti, Paoline, Milano 1995.

SERVIZIO DIOCESANO PER IL CATECUMENATO DELLA DIOCESI DI ROMA, Sussidio per la liturgia e la catechesi (primo anno e secondo anno) , Roma 1995-1996.

 

per una pastorale del catecumenato:

H. BOURGEOIS, Teologia catecumenale  , Queriniana, Brescia 1993.

H. BOURGEOIS, Alla riscoperta della fede , Edizioni San Paolo, Milano 1994

AA.VV., Agli inizia della fede. Pastorale catecumenale oggi, in Europa , Ed. Paoline, Milano 1991.

W. RUSPI, Il catecumenato degli adulti. Scelta prioritaria per una nuova evangelizzazione , in AA.VV. Liturgia e Nuova Evangelizzazione. , Edizioni Liturgiche, Roma 1996, pp. 72-92.