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Informazioni sul Catecumenato in Italia
a cura del
SERVIZIO NAZIONALE PER IL CATECUMENATO
UFFICIO CATECHISTICO NAZIONALE - UFFICIO LITURGICO NAZIONALE
presso la
CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
circonvallazione Aurelia 50 - 00165 ROMA
1998, n. 1 - pro manuscripto -
Quando una Errore. Impossibile aprire l'origine dati. “data” può essere un “Kairòs”
La Pasqua del 1997 è la data di pubblicazione
della Nota Pastorale del Consiglio Episcopale
Permanente: L' Iniziazione Cristiana. 1. Orientamenti
per il catecumenato degli adulti . Ci preme considerare tale inizio come il
segno di una disponibilità all'azione dello
Spirito, che rinnova le nostre Chiese. "E'
lo Spirito che apre la Chiesa verso tutti
i popoli per evangelizzare le diverse culture
e allo stesso tempo spinge le singole persone
verso la Chiesa, perché sia comunità che
annuncia e che accoglie"(n.1).
Un segno dei tempi di questo fine secolo
Con le parole di H. Bourgeois, che apriva il Colloquio Intercontinentale sul Catecumenato,
nel 1993, possiamo notare in primo luogo
l'importanza d' uno dei segni dei tempi in
questo fine secolo: "alcune persone cominciano a credere ".
Il segno che esse danno non è quello della
fedeltà, ma quello del coraggio per decidersi,
del dono divino che prende in esse la forma
della conversione, della trasformazione personale,
che si realizza lungo il cammino catecumenale.
E' cosa abituale, si potrebbe dire; invece
è realtà ogni volta meravigliosa. Il vangelo
ha bisogno oggi non solo di segni come la
fedeltà nella vita cristiana, il coraggio
di certe persone e di certi gruppi per lavorare
in favore della giustizia o per partecipare
alla ricerca etica, ma ha bisogno anche del
segno di coloro che iniziano.
All'inizio: è parola che non solo ci richiama
la creazione del mondo, ma pure il primo
germe del vangelo nel cuore delle persone,
di un gruppo, di una cultura. Ed il segno
del si ritrova nel catecumenato, che dona a questo
dono di Dio un terreno, un'ossatura ed una
forma. Per noi l'espressione è familiare. Essa qualifica l'insieme del
percorso catecumenale, caratterizzato dalla
catechesi, dal lavoro spirituale, dalla scoperta
della Chiesa concreta, dall'allenamento nella
preghiera, ecc.
L'iniziazione cristiana non è quindi solamente
una , una integrazione nella Chiesa. E' una , un'opera del Vangelo. Ed è pure una , una azione evangelica che porta a compimento
la creazione e dona una possibilità di vita
nuova.
I catecumeni e i battezzati che ricominciano
a vivere secondo il vangelo non sono solo
persone da accogliere nella Chiesa, una aggiunta
al già radunato. Sono invece persone che, possono
divenire un potenziale di novità per la comunità
cristiana.
Alcune date e appuntamenti importanti
per la pastorale del catecumenato
Istituzione del Gruppo nazionale per il catecumenato
Il 12 settembre 1993, mons. Dionigi Tettamanzi,
segretario generale della C.E.I., istituiva
presso la Segreteria Generale un Gruppo nazionale
di lavoro, in vista di istituire, successivamente,
un "Servizio nazionale per il catecumenato.
Per coordinare il gruppo di lavoro mons.
Tettamanzi nominava don Walther Ruspi, della
Diocesi di Novara.
Programma di lavoro affidato dalle Commissioni
Episcopali
Dopo la prima riunione, avvenuta il 13 settembre
1993, i membri del Gruppo nazionale di lavoro,
riceveva dalle Commissioni Episcopali per
la fede e la catechesi e per la liturgia
alcuni compiti specifici:
- ispezionare tutta la problematica connessa
con la scelta pastorale del catecumenato;
- rilevare il movimento evangelizzante per
gli adulti non battezzati presente nelle
diocesi italiane (direttori, sinodi, centri
catecumenali diocesani, ecc)
- proporre orientamenti che richiamino le
grandi indicazioni del RICA e sollecitare
l'emanazione di norme diocesane;
- riflettere sui contenuti da proporre per
gli itinerari di fede per il tempo del primo
annuncio, della catechesi catecumenale e
della mistagogia;
- proporre un arricchimento degli itinerari
di fede, in modo che sia più grande il rapporto
tra la catechesi, la liturgia e l'impegno
cristiano dei catecumeni.
Pubblicazione della Nota per il catecumenato
degli adulti
Il 30 marzo 1997, Domenica di Pasqua, veniva
pubblicato la Nota pastorale della Consiglio
Episcopale Permanente: L'iniziazione cristiana.
1. Orientamenti per il catecumenato degli
adulti. Veniva, così, portato a termine il
primo compito affidato dai Vescovi al Gruppo
nazionale.
Studio sul problema pastorale del catecumenato
dei fanciulli-ragazzi
Dal mese di aprile del 1997, il Gruppo di
lavoro per il catecumenato ha affrontato
lo studio del secondo itinerario catecumenale,
corrispettivo al cap. V del RICA: l'Iniziazione
Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi.
Confronto di esperienze diocesane
Infine, si è avviato un primo lavoro di confronto,
di raccolta e valutazione delle prime esperienze
diocesane, attraverso una iniziale rete di
responsabili diocesani. Il Seminario di studio
promosso dalla C.E.I., per presentare la
Nota pastorale sul catecumenato degli adulti,
è un primo incontro ufficiale, attraverso
il quale si possa consolidare una rete di
comunicazione tra le nostre diocesi, su tutta
la nuova e vasta problematica del "cominciare"
o del "ricominciare" a credere,
oggi, da parte degli adulti e dei giovani.
Seminario di studio su
L' INIZIAZIONE CRISTIANA
1. Orientamenti per il catecumenato degli
adulti.
Nota pastorale del Consiglio Episcopale Permanente
Roma, Casa dell' Assunzione, giovedì 29 gennaio
1998 (ore 9,00 - 18,00)
Le finalità del Seminario di studio possono
essere indicate in tre aspetti:
a) presentazione della Nota pastorale del
Consiglio Permanente Episcopale sull' Iniziazione
Cristiana. 1. Orientamenti per il catecumenato
degli adulti.
b) comunicazioni di esperienze realizzate
nelle nostre Diocesi, con attenzione specifica
al pre-catecumenato e alla sua dimensione
di accoglienza.
c) indicazione di obiettivi e strumenti utili
ad avviare in Italia una pastorale del catecumenato
PROGRAMMA
ore 9.00
Preghiera d'inizio
ore 9.15
Presentazione del Seminario di studio
a cura del prof. don Walther RUSPI
Introduzione
mons. Lorenzo CHIARINELLI
Presidente della Commissione Episcopale per
la fede e la catechesi
e
mons. Luca BRANDOLINI
Presidente della Commissione Episcopale per
la Liturgia
ore 9.30
Comunicazioni:
Prof. don Giuseppe CAVALLOTTO,
Chiesa e catecumeni verso il Battesimo
Prof. padre Pietro SORCI,
Le celebrazioni catecumenali
ore 11.30
Prof. don Andrea FONTANA
Come avviare una pastorale del catecumenato
Interventi
ore 15.00
Comunicazioni di esperienze diocesane sul
pre-catecumenato,
in particolare sul momento dell'accoglienza.
Bologna, Firenze, Milano, Palermo, Roma.
ore 16.00
Interventi e sintesi propositive del seminario
ore 18.00
Conclusione dei lavori
Presentiamo la relazione tenuta da Pietro Sorci al Seminario di studio.
LE CELEBRAZIONI DEL CATECUMENATO
Nella liturgia la Chiesa fa memoria e si
riappropria del mistero pasquale, vertice
della storia salvifica e proprio atto di
nascita, verso il cui definitivo compimento
essa cammina piena di speranza. Ridice a
Dio e a se stessa la pasqua di Cristo, con
le letture, i canti, la lode, la benedizione,
il rendimento di grazie, la supplica, l'intercessione,
i gesti, movimenti, atteggiamenti, silenzi,
suoni, spazi, tempi, immagini, colori; facendo
appello alla volontà, alla fantasia, al sentimento,
alla corporeità.
Anche se la liturgia è azione gratuita per
eccellenza e non ha altro scopo che la lode
di Dio, essa perciò possiede una straordinaria
efficacia psicologica, sociologica, pedagogica,
in ordine alla interiorizzazione dei contenuti
della fede, alla creazione e al consolidamento
del senso di appartenenza alla Chiesa, al
rafforzamento del senso cristiano della vita
e della visione cristiana del mondo e della
storia, alla pacificazione interiore.
Nasce da qui l'utilità anzi la necessità
delle celebrazioni liturgiche nel tempo del
catecumenato. Esse hanno valore non solo
per coloro che chiedono di entrare a far
parte della Chiesa, ma anche per la comunità
che li accoglie e si stringe intorno ad essi,
e che in esse rivive l'itinerario della propria
rinascita, rinnova la propria adesione a
Cristo ed esercita la carità ecclesiale.
Di fatti da quando esiste il catecumenato
si è sempre sentito il bisogno di celebrazioni.
E quando nel secolo scorso si cominciò a
reintrodurre il catecumenato, in assenza
di esperienze e di indicazioni nei libri
liturgici, si cerco di sottolineare i vari
momenti e passaggi attraverso segni ingenui
quanto maldestri, come consegna di medaglie
e crocifissi, comunque spia di una esigenza
profonda.
Ora come opportunamente sottolinea la Nota
pastorale sul catecumenato (n. 26), il processo
dell'iniziazione cristiana è un cammino di
conversione e di crescita nella fede, originato
dall'azione di Dio, vissuto nella comunità
che accoglie e accompagna, fondato sull'impegno
personale di risposta a Dio e di cambiamento
di mentalità e di costume, sostenuto dall'ascolto
della parola di Dio, dalla catechesi, da
esercizi ascetico-penitenziali. In quanto
tale esso non può fare a meno riti e celebrazioni.
Ammissione al catecumenato
La prima celebrazione a cui colui domanda
di entrare nella Chiesa partecipa è l'ammissione
al catecumenato. Questa esige previamente
un giudizio di idoneità che prenda in considerazione:
i motivi della scelta di diventare cristiano,
l'assimilazione dei primi elementi della
vita spirituale e della vita cristiana, l'inizio
della conversione e la volontà di mutare
vita ed entrare in rapporto con Dio, un incipiente
senso della penitenza e avvio alla preghiera,
una prima esperienza della comunità.
Con questo rito il simpatizzante manifesta
alla Chiesa la volontà di essere discepolo
di Cristo e di ricevere il battesimo; la
Chiesa da parte sua lo ammette e gli notifica
l'accoglienza di Dio e la prima consacrazione.
Può essere opportuno che il candidato manifesti
la sua scelta indirizzando al parroco o al
vescovo una lettera nella quale esprime la
libera volontà di diventare cristiano, ne
precisa le motivazioni, si impegna ad approfondire
la sua formazione in vista del battesimo.
La celebrazione ha luogo in giorni stabiliti
dell'anno, con la partecipazione della comunità,
può avvenire, anche all'inizio della messa
domenicale. Potrebbe essere la seconda domenica
di avvento, quando risuona nella liturgia
l'invito del Battista a preparare nel deserto
la via al Signore, oppure nella seconda o
terza domenica del tempo ordinario quando
la liturgia propone la chiamata dei primi
discepoli.
La celebrazione si apre con un canto adatto,
e l'accoglienza dei simpatizzanti accompagnati
dai garanti, davanti alla porta o all'ingresso
della chiesa, casa della comunità cristiana
(evidentemente se il clima o la situazione
meteorologica lo consigliano, anche in un
luogo diverso da cui sia facile comunque
muovere processionalmente verso la chiesa).
Il rituale francese raccomanda un saluto
cordiale e caloroso da parte del celebrante,
che manifesti la gioia di tutta la comunità.
I simpatizzanti domandano la fede per avere
la vita eterna, ed esprimono l'impegno a
incamminarsi per la via delle fede e della
vita eterna sotto la guida di Cristo, e i
garanti si impegnano dinanzi alla Chiesa
ad aiutarli nella ricerca di Cristo.
La comunità risponde con il rendimento di
grazie a Dio e la segnazione con la croce
simbolo della protezione di Cristo e primo
segno ecclesiale dell'appartenenza al Signore
sulla fronte, sui sensi (orecchi, occhi,
bocca, petto, spalle), e su tutto il corpo,
compiuto dal celebrante aiutato dai garanti.
Il Rituale prevede che al segno di croce
si possa aggiungere la consegna e degustazione
del sale, una volta tradizionale, simbolo
di accoglienza e ospitalità nella Chiesa
(RICA 89). Se è il caso, viene imposto un
nome nuovo, il nome cristiano, almeno in
aggiunta a quello di nascita.
Si entra in chiesa al canto del salmo 33
(Benedirò il Signore in ogni tempo), per
prendere parte insieme ai fedeli alla mensa
della parola. Viene portato processionalmente
il libro delle Scritture e si fanno le letture.
Quelle indicate dal rito sono la chiamata
di Abramo Gn 12,14; Sal 32 (Volgiti a noi,
Signore, in te speriamo); e il vangelo di
Gv 1,35-42 (Ecco l'agnello di Dio...Abbiamo
trovato il Messia). Al termine della lettura
viene consegnato ai nuovi catecumeni il vangelo
di Gesù Cristo Figlio di Dio, invito ad ascoltare
la parola di vita e a conformare ad essa
l'esistenza. Il rito ha termine con la preghiera
litanica per i catecumeni, l'orazione conclusiva
e il congedo.
Il catecumenato si estende dall'ammissione
alla celebrazione dell'elezione, in senso
lato fa parte pure del catecumenato anche
il tempo della purificazione e illuminazione.
Esso è l'apprendistato e il tirocinio, sufficientemente
lungo, della vita cristiana, la cui durata
concretamente dipende dalla grazia di Dio,
dall'impegno del catecumeno, dall'ordinamento
del catecumenato stesso. Questa maturazione
si attua per quattro vie: catechesi, esperienza
cristiana, appositi riti e celebrazioni,
testimonianza apostolico-missionaria.
I riti propri del tempo del catecumenato
sono: celebrazioni della parola, gli esorcismi
minori, le benedizioni, la partecipazione
alla liturgia della parola della messa domenicale
insieme ai fedeli, dopo la quale i catecumeni
dovrebbero essere congedati. Inoltre può
essere anticipata a questo tempo l'unzione
con l'olio dei catecumeni, eventualmente
ripetuta più volte.
Ugualmente possono essere anticipate al periodo
del catecumenato le consegne del Simbolo
e della Preghiera del Signore, per facilitare
la loro catechesi. La nota pastorale suggerisce
l'anticipazione del Simbolo.
Gli esorcismi sono riti penitenziali che esprimono la lotta
tra la carne e lo spirito, il valore della
rinuncia per conseguire le beatitudini del
regno, il continuo bisogno dell'aiuto divino
(RICA 101). Si svolgono durante le celebrazioni
della parola, all'inizio, o preferibilmente
alla fine della riunione catechistica. Può
essere opportuno farli in qualche messa domenicale,
alla presenza di tutta la comunità, quando
la tematica della lettura evangelica lo suggerisce.
Possono essere celebrati dal sacerdote e
fuori della messa dal diacono, o anche dal
catechista autorizzato dal vescovo.
Le Benedizioni significano l'amore di Dio che si manifesta
nella viva sollecitudine della Chiesa, perché
i catecumeni possano ricevere incoraggiamento,
pace e gioia per proseguire nel loro laborioso
cammino. Sono impartite a conclusione della
riunione catechistica o della liturgia della
parola. Può essere opportuno impartirle nella
messa dominicale dopo l'omelia prima di congedare
i catecumeni.
Le Celebrazioni della parola sono raccomandate soprattutto di domenica.
Permettono di approfondire la parola di Dio
in contesto celebrativo di canto e di preghiera,
aiutano a scoprire nuovi aspetti e forme
della preghiera, introducono gradualmente
alla comprensione dei segni, azioni, tempi
liturgici, e educano alla santificazione
del giorno del Signore. Contemporaneamente
è necessario aver cura di introdurre i catecumeni
a partecipare alla prima parte della messa
domenicale, avendo cura di benedirli e congedarli
prima della professione di fede e della preghiera
universale.
Questo congedo ha un grande valore pedagogico,
per i catecumeni e per gli stessi battezzati,
che non deve essere minimizzato: fa desiderare
la partecipazione, crea la coscienza della
necessità della preparazione che non è soltanto
catechistica, ma spirituale e sacramentale,
educa catecumeni e comunità a superare la
mentalità corrente del tutto e subito.
Elezione
Cardine di tutto il catecumenato, conclude
il tempo del catecumenato e introduce in
quello della purificazione e illuminazione.
Essa manifesta l'elezione e la scelta operata
da Dio. Prima di procedere ad essa si richiede
il giudizio di idoneità sui candidati da
parte del vescovo e degli accompagnatori
(sacerdoti, diaconi, catechisti, garanti,
padrini, delegati della comunità).
L'elezione viene fatta dal vescovo in cattedrale
nella prima domenica di quaresima. Dopo la
liturgia della parola i catecumeni vengono
presentati al vescovo con la notifica del
giudizio di coloro che hanno curato la loro
preparazione.
Si ha quindi l'iscrizione del nome e l'elezione:
"N.N. Siete stati prescelti per essere
iniziati ai santi misteri nella prossima
veglia pasquale". Si potrebbe pensare
per l'occasione alla consegna del crocifisso,
segno suggerito dal RICA come possibilità
al momento dell'ammissione al catecumenato
(RICA 93). Quindi gli eletti dal vescovo
vengono affidati alla comunità e ai padrini
come rappresentanti della Chiesa, perché
li conduca con sé alle celebrazioni pasquali.
Con l'elezione comincia il tempo della purificazione
e illuminazione destinato a una più intima
preparazione dello spirito e del cuore, cammino
comunitario nel quale attraverso la liturgia
e la catechesi liturgica i catecumeni insieme
con la comunità locale si preparano alle
feste pasquali e alla iniziazione sacramentale.
In questa tappa la comunità locale è pienamente
coinvolta e partecipa attivamente alle celebrazioni,
anzi è essa che li conduce alla veglia pasquale.
Celebrazioni tipiche del tempo della purificazione
e illuminazione sono gli scrutini e le consegne.
Gli scrutini o riti penitenziali prebattesimali
sono celebrazioni penitenziali che hanno
lo scopo di mettere in luce le manchevolezze
e le storture del cuore degli eletti, perché
siano sanate, e le buone qualità e le doti
di fortezza e di santità, perché siano rafforzate
(RICA 25,1). Hanno quindi lo scopo di purificare
mente e cuore, fortificare contro la tentazione,
rettificare le intenzioni, stimolare la volontà
verso una più intima adesione a Cristo e
un sempre più forte impegno nell'amore di
Dio.
Gli scrutini si celebrano, possibilmente
in parrocchia, nella III, IV e V domenica
di quaresima con le letture dell'anno A,
rispettivamente della samaritana, del cieco
nato e di Lazzaro risuscitato. Si supplica
il Padre e il Figlio suo Gesù Cristo di liberare
la mente e il cuore del catecumeno dall'attaccamento
al male e dall'inclinazione al peccato, che
è misconoscenza del dono di Dio, cecità e
morte, di purificarlo e sostenerlo nella
ricerca di Cristo fonte di acqua viva, luce
del mondo, risurrezione e vita.
Lo scrutinio si svolge al termine della liturgia
della parola. Dopo l'omelia nella quale il
sacerdote spiega, a partire dalle letture,
il significato del rito, vengono chiamati
gli eletti, i quali accompagnati dai padrini
si collocano nel mezzo e si inginocchiano,
si fa la preghiera litanica, conclusa da
una orazione rivolta al Padre, il sacerdote
impone le mani su ciascun eletto, quindi
stendendo le mani sopra tutti gli eletti
conclude con un'orazione a Cristo, salvatore
e fonte di acqua viva, luce vera che illumina
ogni uomo, risurrezione e vita di quanti
credono in lui. Si potrebbe aggiungere allo
scrutinio l'unzione con l'olio dei catecumeni.
La consegna del Simbolo, riassunto della fede trasmessa dagli apostoli
e custodita fedelmente dalla Chiesa, esprime
con intenso valore simbolico la vocazione
missionaria della Chiesa e dei discepoli,
chiamati ad annunciare senza sosta il mistero
della salvezza compiuta in Cristo.
Con la consegna della preghiera del Signore insegnata da Cristo, sintesi e modello di
ogni preghiera cristiana, invece la Chiesa
trasmette agli eletti le parole con le quali,
una volta resi figli di Dio con il battesimo,
insieme ai loro fratelli potranno rivolgersi
al Padre del Signore Gesù Cristo. Queste
consegne tradizionalmente hanno luogo in
giorni feriali dopo il primo e dopo il terzo
scrutinio con le letture proprie. Tra le
letture per la consegna del Simbolo spiccano
il kerigma apostolico di 1 Cor 15,1-8, la
professione di fede di Pietro di Mt 16,13-18,
e la solenne dichiarazione di Gesù: Sono
venuto nel mondo come luce, perché chiunque
crede in me non rimanga nelle tenebre, di
Gv 12,44-50. Dopo l'omelia nella quale a
partire dalle letture viene spiegato il significato
del Simbolo, sintesi della catechesi trasmessa
che sarà professata nel battesimo e dovrà
essere testimoniata in tutta la vita, il
celebrante dinanzi agli eletti pronunzia
il Simbolo apostolico, quindi prega per gli
eletti perché il Signore, sorgente di luce
e di verità, conceda loro una scienza vera,
una ferma speranza e una dottrina santa,
affinché siano degni di ricevere la grazia
del battesimo.
L'una e l'altra consegna potrebbero concretizzarsi
nella distribuzione agli eletti di una pergamena
con il testo rispettivamente del Simbolo
e del Padre nostro. Per favorire la partecipazione
della comunità, con i necessari adattamenti,
le consegne potrebbero essere fatte nella
seconda domenica di quaresima, quella di
Abramo nostro padre nella fede, e della trasfigurazione,
la consegna del Simbolo; e nella quinta,
unita al terzo scrutinio, quella del Padre
nostro, letto a conclusione dello scrutinio.
L'una e l'altra tuttavia, possono essere
anticipate al tempo del catecumenato, come
un valido riferimento per la catechesi.
I riti del sabato santo
La vigilia dell'iniziazione sacramentale
è per gli eletti e per tutta la comunità
giorno di meditazione e di digiuno. A questo
giorno sono assegnati: il rito dell'effatà, con cui si sottolinea la necessità della
grazia perché l'uomo possa ascoltare la parola
di Dio e professare la fede per la propria
salvezza; l'unzione con l'olio dei catecumeni, simbolo della forza di cui
devono essere rivestiti per professare la
fede con le parole e le opere e per essere
fedeli agli impegni della vita cristiana;
la riconsegna del simbolo, che li prepara alla professione battesimale
della fede e li istruisce sul dovere di annunziare
la parola del vangelo. Nulla vieta di anticipare
questi riti ad uno dei primi giorni della
settimana santa in modo da rendere possibile
la presenza della comunità cristiana.
Celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione
L'iniziazione cristiana si compie con la
celebrazione di battesimo, confermazione
ed eucaristia. Per mezzo del battesimo i
nuovi credenti, uniti alla morte e risurrezione
di Cristo, vengono liberati dal potere delle
tenebre e, aggregati al suo popolo, diventano
creature nuove; con la confermazione, segnati
dal sigillo dello Spirito sono più profondamente
configurati a Cristo, profeta, re e pastore
e abilitati a spandere con una vita spirituale
il buon odore di Cristo; nell'eucaristia
celebrano con tutto il popolo di Dio il memoriale
della morte e risurrezione del Signore: partecipano
all'offerta del suo sacrificio offrendo se
stessi come primizia dell'umanità redenta,
al rendimento di grazie e alla supplica perché
il Padre effonda su tutto il genere umano
lo Spirito creatore e redentore, prendono
parte al corpo e al sangue che riunisce quanti
lo ricevono nella Chiesa ed è pegno di risurrezione.
L'iniziazione sacramentale ha luogo nella
veglia pasquale con la celebrazione unitaria
dei tre sacramenti ed è auspicabile che sia
amministrata dal vescovo nella chiesa cattedrale.
E' appena il caso di ricordare che in assenza
del vescovo, il presbitero autorizzato a
celebrare il battesimo di un adulto, ha la
facoltà di amministrare anche la confermazione.
Come tutti sanno, la celebrazione ha inizio
con la liturgia della luce e l'annuncio pasquale.
Segue la liturgia della parola con le letture
della creazione, del sacrificio di Abramo,
del passaggio del mare, dei testi profetici
di Isaia sulla città sposa, e sulla nuova
alleanza, di Baruc sulla sapienza che cammina
in mezzo agli uomini, e di Ezechiele sul
raduno, l'aspersione con acqua pura, il cuore
nuovo e lo spirito nuovo, la lettura di Romani
6, 3-11 sul battesimo come partecipazione
alla morte e risurrezione di Cristo, e il
racconto evangelico della tomba vuota.
La liturgia battesimale inizia con la benedizione
del fonte, preceduta dalle litanie dei santi.
A questo punto gli eletti fanno la rinuncia
a satana, a tutte le sue opere e seduzioni
e la professione di fede in Dio Padre, Figlio
e Spirito Santo, e vengono battezzati per
infusione o immersione. Dopo la consegna
della veste bianca e del cero acceso, segue
immediatamente l'amministrazione della confermazione
con l'allocuzione, l'imposizione delle mani
e la preghiera epicletica, la crismazione
e il saluto di pace.
La celebrazione culmina con l'eucaristia
a cui i neofiti partecipano per la prima
volta con la preghiera universale o dei fedeli,
la presentazione dei doni simbolo dell'offerta
di se stessi con Cristo al Padre, la preghiera
del Signore, e la comunione al corpo e al
sangue di Cristo.
L'iniziazione cristiana si celebra di norma
nella veglia pasquale, madre di tutte le
veglie, che con la presenza di tutta la comunità,
le letture, i canti, le preghiere, i simboli
rituali, costituisce il suo contesto naturale.
Se particolari circostanze dovessero esigere
che l'iniziazione venga celebrata fuori della
veglia, i sacramenti si celebreranno di domenica.
In tal caso l'elezione deve avvenire circa
sei settimane prima, dato il loro carattere
penitenziale, non in una solennità, con le
letture assegnate, gli scrutini si fanno
ugualmente in una domenica o in un giorno
della settimana.
Conclusione
Non c'è chi non vede l'opportunità, anzi
la necessità e il dovere di curare con grande
diligenza le celebrazioni del catecumenato,
con le letture, i canti, le preghiere, i
gesti, i segni, i ministeri.
Esse, oltre che rendere grazie a Dio per
i figli che sta donando alla Chiesa e a implorare
che la gestazione proceda sana e salvifica,
contribuiscono a formare i catecumeni al
senso liturgico e alla partecipazione alla
liturgia, fanno rivivere a tutta la comunità
l'itinerario della propria rinascita e la
propria vocazione materna, e manifestano
anche a chi non è cristiano, né per il momento
desidera di esserlo, il vero volto della
Chiesa.
INDIRIZZI
Gruppo di lavoro nazionale per il catecumenato
- coordinatore don Walther RUSPI
presso CEI - UCN
internet
www.chiesacattolica.it/cei/uffici/ucn/prog9798
Servizi diocesani per il catecumenato
Bari
Curia Arcivescovile - piazza Odegitria 30
- responsabile: don Vito MARZILIANO
Bologna
Curia Arcivescovile - via Altabella 6
- responsabile: don Amilcare ZUFFI
Firenze
Curia Arcivescovile - piazza S. Giovanni
3
- responsabile: don Filippo MARGHERI
Milano Curia Arcivescovile - piazza Fontana 2
- responsabile: don Paolo SARTOR
Palermo
Centro Catecumenale - via Sammartino 134
- responsabile: don Gioacchino GAMMINO
Roma - Vicariato - piazza S. Giovanni 4
- responsabile: suor Lorenzina COLOSI
Torino Curia Arcivescovile - via Arcivescovado 2
- responsabile: don Andrea FONTANA
LIBRI UTILI
per la conoscenza del RICA e del catecumenato
V. SAXER, Les rites de l'initiation chrétienne du II
au VI siècle , Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo,
Spoleto 1988.
AA.VV, L'iniziazione cristiana degli adulti. Modello
tipico per la formazione cristiana , a cura di R. FALSINI, Edizioni Regalità,
Milano 1992.
G. CAVALLOTTO, Catecumenato antico , EDB, Bologna 1996.
per la preparazione degli accompagnatori
AA.VV., Spazi liberi per il Vangelo , Dehoniane, Bologna 1993.
A. GIULIANI, Catecumenato in casa nostra , EDB, Bologna 1996.
C. ROCCHETTA, "Fare" i cristiani, oggi , EDB, Bologna 1996.
AA.VV., Iniziazione cristiana e catecumenato , EDB, Bologna 1996
per la preparazione di itinerari catecumenali
THOMAS PASCAL, Itinerari catecumenali per il battesimo dei
giovani e degli adulti, Paoline, Milano 1995.
SERVIZIO DIOCESANO PER IL CATECUMENATO DELLA
DIOCESI DI ROMA, Sussidio per la liturgia e la catechesi (primo
anno e secondo anno) , Roma 1995-1996.
per una pastorale del catecumenato:
H. BOURGEOIS, Teologia catecumenale , Queriniana, Brescia 1993.
H. BOURGEOIS, Alla riscoperta della fede , Edizioni San Paolo, Milano 1994
AA.VV., Agli inizia della fede. Pastorale catecumenale
oggi, in Europa , Ed. Paoline, Milano 1991.
W. RUSPI, Il catecumenato degli adulti. Scelta prioritaria per una nuova evangelizzazione , in AA.VV. Liturgia e Nuova Evangelizzazione. , Edizioni Liturgiche, Roma 1996, pp. 72-92.